Rosa Schiano: candidata a Napoli l’attivista tanto cara ai terroristi

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Rosa Schiano: candidata a Napoli l’attivista tanto cara ai terroristi

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rosa schiano

A causa della crisi politica, economica e sociale che il nostro Paese sta attraversando ormai da diversi anni, molte figure a dir poco discutibili hanno deciso di candidarsi nelle lista elettorali più disparate, speranzosi che la disperazione degli italiani possa spingerli a votarli. Nella corsa alle elezioni comunali in tutto lo Stivale troviamo personaggi vergognosi che soltanto qualche anno fa sarebbe stato impensabile candidare. Neofascisti, negazionisti e antisemiti. E ancora persone legate all’estremismo islamico, antisionisti, figure colluse con il terrorismo palestinese e persone che giustificano attentati terroristici in Europa.

Oggi ci occupiamo di Rosa Schiano, già attivista filopalestinese e operatrice nell’associazione International Solidarity Movement, e candidata a Napoli con la lista del Sindaco Luigi de Magistris.

Purtroppo chi non segue troppo le vicende mediorientali, ha a disposizione soltanto una vecchia foto nella quale la Schiano si fa fotografare mentre fa il segno della vittoria insieme a dei terroristi del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, con tanto di armi alla mano, durante una parata a Gaza. “Una fotografia scattata in un contesto di conflitto dove fortissimo è il senso di oppressione, ingiustizia e impotenza” si giustifica lei. Pensando che chi la legge sia tanto distratto da non ricordarsi che il FPLP è bollato come organizzazione terroristica da Unione Europea, Canada e Stati Uniti. Oltre agli attentati contro civili israeliani, il gruppo si è reso protagonista di attacchi come il dirottamento dell’Achille Lauro e il dirottamento di Entebbe.

I media utilizzano sempre la stessa fotografia, scrive ancora la Schiano sul suo profilo Facebook, perché “non hanno del resto altro materiale fotografico con il quale attaccarmi”. Loro no. Noi però abbiamo altro tipo di materiale fotografico, e cioè le immagini dei post pubblici che lei pubblicava indisturbata, nei quali sosteneva e incoraggiava il terrorismo palestinese contro i civili:

rosa schiano post

Questa immagine, per esempio, si riferisce ai terroristi che il 18 novembre del 2014 fecero irruzione nella sinagoga Kehilat Yaakov di Gerusalemme uccidendo 5 fedeli in preghiera e ferendone 6, con pistole, coltelli e mannaie. Rosa Schiano poche ore dopo l’attacco condivide questo post del gruppo Translators for Palestine, con la foto degli attentatori, una mannaia insanguinata per l’appunto, e la scritta in inglese «gloria ai martiri, la vittoria sarà inevitabilmente nostra». Chissà cosa ci sarà di eroico nell’assassinio di civili in preghiera, ma questa è Rosa Schiano. L’attentato è stato poi rivendicato da Hamas, organizzazione, anche questa, riconosciuta come terroristica dall’UE e a livello internazionale. Ma le giustificazioni al terrorismo non finiscono qui, visto che in una intervista rilasciata al portale News of the World dal titolo Intervista a Rosa Schiano, “imputata” di solidarietà con la Palestina ad un certo punto sostiene: “Potremmo dire che i civili uccisi in sinagoga e i due palestinesi che hanno eseguito l’agguato siano vittime di uno stesso sistema di potere che oltre ad annientare vite umane cancella diritti e identità di un popolo”. Quindi chi impugna una mannaia per uccidere e chi tiene in mano una libro per pregare, sono posti sullo stesso piano. E andiamo avanti.

Si superano i confini mediorientali e si approda in Europa, dove un terrorista islamico irrompe nel Museo Ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014: il bilancio è di 4 morti. Ecco cosa scriveva Rosa Schiano tal proposito:

rosa schiano post 2

Si preoccupa ovviamente di scrivere “attentato” tra virgolette e insinua tesi complottistiche secondo le quali l’attacco al museo ebraico sarebbe stata opera di Israele per spostare l’attenzione sull’antisemitismo togliendo visibilità alla visita del Papa nei Territori palestinesi e ad episodi di violenza  da parte di ebrei nei confronti di arabi cristiani in Israele. Come sappiamo però l’attentatore è stato identificato tempo dopo come Mehdi Nemmouche, legato all’Isis da quando soggiornò per un anno in Siria a partire dal 2012.

Numerose sono state le sparate dell’attivista filo palestinese e altrettanti i suoi tentativi di giustificarsi quando le sono state mosse accuse di avere posizioni radicali, arrivando a dire tutto il contrario di tutto. Ritrattare quanto scritto o condiviso, arrampicandosi sugli specchi, è un atto dovuto da parte sua per tenersi buoni da una parte i fan dei terroristi islamici, e non essere bollata come estremista dall’altra parte, di fronte a chi aborra ancora il radicalismo e l’antisionismo. Per fortuna questi ultimi non ci cascano più e sanno ormai riconoscere chi è davvero Rosa Schiano.

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