Ricordando Menashe Kadishman, l’artista israeliano scomparso lo scorso venerdì

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Ariela Piattelli
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Ricordando Menashe Kadishman, l’artista israeliano scomparso lo scorso venerdì

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Era una giornata afosa a Tel Aviv. A casa di Menashe Kadishman c’era un suo allievo che gli dipingeva un ritratto. Menashe odiava il caldo, e odiava anche l’idea di lasciare questo mondo. Evitava accuratamente discorsi sulla morte, e il suo sguardo da bambino lo allontanava ancor di più da essa, come l’amore che aveva per i giocattoli: nel suo appartamento le opere e i giochi di ogni misura e per tutte le età si mescolavano in un disordine ben organizzato, molto colorato e sistemato secondo un suo criterio incomprensibile. Quando il caldo di Tel Aviv diventava insopportabile Menashe teneva l’aria condizionata accesa, regolandola a una temperatura che solo lui sapeva sopportare: capitava spesso che chiudesse gli occhi come segno di sollievo dal caldo e non di rado si addormentava come un bambino. Capitò anche quel pomeriggio, così l’allievo iniziò e ritrarre il Maestro sdraiato, con gli occhi chiusi. Io lo seguivo senza dire una parola, mi sembrava un po’ strano quel ritratto, non si addiceva a Kadishman, ero certa che lui non avrebbe mai accettato di essere rappresentato così soprattutto con quello stile un po’ troppo realistico per i suoi gusti. Quando Menashe si svegliò, aprì un occhio solo per spiare l’opera. Poi guardandomi disse a voce alta: “Ma sembro morto! Che dici?”. Io dissi “si, decisamente!”. Non passò un secondo che prese il pennello e strappò di mano la tela all’allievo. Menashe aprì i suoi occhi anche nel quadro, e scrisse sopra: “Non mi piaceva dormire in questo ritratto, allora mi sono aperto gli occhi da solo”. Kadishman è un grande artista e mancherà davvero a questo mondo. A chi lo ama mancherà perché era un uomo dolcissimo che sapeva proteggere con le parole le persone a cui voleva bene. Amava i bambini ed era amatissimo da loro, perché con loro condivideva il linguaggio della semplicità. Che il suo ricordo sia di benedizione.

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