Premio all’eroe musulmano, l’importanza della riconoscenza nella tradizione ebraica

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Ebraismo

Premio all’eroe musulmano, l’importanza della riconoscenza nella tradizione ebraica

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Nella tradizione ebraica, la riconoscenza è un elemento fondamentale. Quando il mese scorso il terrorista Amedy Coulibaly entrò nel supermercato kosher di Porte de Vincennes per fare strage di ebrei, fu proprio Lassana Bathily – il ragazzo musulmano del Mali che lavorava nel negozio – a salvare diversi clienti nascondendoli nella cella frigorifera. Per questo, il consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif) ha premiato ieri sera Lassana, ponendolo come massimo esempio di altruismo e come dimostrazione che “tutti uniti possiamo sconfiggere il terrorismo”, ha dichiarato il Presidente Roger Cukierman.

Il ragazzo, giunto in Francia nove anni fa come immigrato irregolare, aveva già ricevuto la cittadinanza dal Primo Ministro francese Walls e c’è chi vorrebbe assegnargli anche la Légion d’honneur, la massima onorificenza impartita dalla Repubblica francese.

Nella Torah, la riconoscenza è un elemento piuttosto serio e numerosi sono gli esempi di personaggi che hanno voluto esprimere questo sentimento, o che sono stati educati a farlo.
Un esempio eclatante, insegnano i rabbini, è quello di Mosè: quando il Signore gli comanda di tornare in Egitto per parlare con il Faraone e portare fuori il popolo ebraico, egli si presenta prima nella tenda del suocero per chiedere il permesso di andare. Questo comportamento, secondo la tradizione, è dettato dalla riconoscenza nei confronti di Itrò (il suocero) che precedentemente lo aveva accolto come un figlio.
Ancora lo stesso protagonista, quando deve mandare la piaga che trasforma le acque del Nilo in sangue, chiede a suo fratello Aronne di farlo. Perché? Spiegano i saggi, perché Mosè fu salvato dalle acque del medesimo fiume e la riconoscenza di deve estendere anche alla natura.
Addirittura, i Maestri sembrano fare un esempio in cui è proprio il Signore ad insegnare l’importanza della riconoscenza. Un midrash – racconti all’apparenza molto ingenui che celano valori e concetti ben più profondi – racconta che il Signore disse a Batya, la figlia del Faraone che salvò Mosè dalle acque: <<Mosè non era tuo figlio, ma tu lo chiamasti “tuo figlio”; anche tu, che non sei mia figlia (gli egiziani non credevano nel Dio unico n.d.r.), Io chiamo “mia figlia”>>.

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