Papa Francesco riceverà Abu Mazen

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Papa Francesco riceverà Abu Mazen sabato prossimo, 14 gennaio. Stesso giorno in cui verrà inaugurata l’ambasciata palestinese presso la Santa Sede, in seguito all’entrata in vigore degli accordi diplomatici bilaterali tra il Vaticano e l’Anp dello scorso gennaio.

Il presidente palestinese, in occasione del messaggio scritto per il Natale, aveva affermato:

“Presto mi recherò in Vaticano per incontrare Papa Francesco. Nel nostro incontro prederemo in esame diversi argomenti di interesse comune compreso l’avanzamento della giustizia e della pace nella regione, così come l’incoraggiamento del dialogo interreligioso in vista di una maggiore comprensione e rispetto. Ribadiremo la nostra ferma posizione che nessun Libro sacro deve essere usato come un motivo per giustificare ogni genere di crimine e di violazioni. Parleremo anche dello storico accordo tra lo Stato di Palestina e la Santa Sede, un esempio per il resto della regione su come rafforzare la presenza cristiana e le sue istituzioni”.

Nulla da eccepire sulle prime e le ultime righe. Avanzamento della giustizia e della pace in Medioriente, rafforzamento della presenza cristiana nelle regione. Ma come sempre accade nei discorsi di Abu Mazen, le parole che sembrerebbero evidenziare delle buone intenzioni vengono calpestate con un camion da altre che per usare un eufemismo non tornano.

“Libro sacro”, “ogni genere di crimine e di violazioni”, a chi si riferisce il leader dell’Anp? Chi in nome di un libro sacro compie crimini e violazioni?

Il Papa, nel discorso agli ambasciatori accreditati presso il Vaticano nell’udienza di inizio anno per gli scambi di auguri, ha detto che la Santa Sede:

“Rinnova il suo pressante appello affinché riprenda il dialogo fra Israeliani e Palestinesi, perché si giunga ad una soluzione stabile e duratura che garantisca la pacifica coesistenza di due Stati all’interno di confini internazionalmente riconosciuti. Nessun conflitto può diventare un’abitudine dalla quale sembra quasi che non ci si riesca a separare. Israeliani e Palestinesi hanno bisogno di pace. Tutto il Medio Oriente ha urgente bisogno di pace!”

Già nel maggio 2015 c’era stato un incontro tra il Pontefice e Abu Mazen, nel quale quest’ultimo ricevette dal Santo Padre una copia della Evangelii Gaudium e un medaglione con la figura dell’Angelo della Pace. Secondo quanto riferito dai presenti, Papa Francesco disse al leader dell’Anp: “Ho pensato a te, che sei un angelo di pace”.

Come può essere considerato un angelo della pace una persona che quando parla in lingua araba rivolgendosi al suo popolo inneggia al terrorismo?

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