Chi vota contro Israele all’Onu

Venerdì 16 Novembre per l'ennesima volta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono state votate a larghissima maggioranza delle risoluzioni contro Israele

Ugo Volli
Ugo Volli
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Israele, pregiudizio antisraeliano

Chi vota contro Israele all’Onu

Venerdì 16 Novembre per l'ennesima volta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono state votate a larghissima maggioranza delle risoluzioni contro Israele

ONU vs Israele. Venerdì scorso l’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha votato a grande maggioranza nove risoluzioni contro Israele e nessuna contro altri stati: 0 all’Arabia, 0 al Venezuela, 0 al Nord Corea, 0 alla Russia, 0 alla Cina, 0 al Myanmar, 0 all’Iran, per citare qualche stato chiacchierato. Altre sei seguiranno, a quanto pare, nei prossimi giorni. Non è certo una novità, si tratta di una coda alle centinaia già votate costantemente nel corso degli anni, di cui si trova un elenco incompleto ma molto nutrito qui. Anche se non è una novità, vale la pena di dare qualche informazione su queste decisioni. Su questi dettagli cito una fonte araba, perché questi fatti in Europa sono tenuti accuratamente sotto silenzio:

1. La bozza di risoluzione “Assistenza ai profughi della Palestina” ha ottenuto 161 voti a favore, 2 contrari (Israele, Stati Uniti) e 8 astenuti (Camerun, Canada, Costa d’Avorio, Guatemala, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Palau, Isole Solomon).

2. Quella intitolata “Gli sfollati a seguito del giugno 1967 e le successive ostilità” ha avuto 155 voti favorevoli a 5 contro (Canada, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti), con 10 astenuti (Australia, Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Honduras, Messico, Palau, Ruanda, Isole Salomone, Togo).

3. Con un voto di 158 a favore di 5 contro (Canada, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti), con 7 astensioni (Australia, Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Palau, Ruanda, Isole Salomone) , è stata approvata la bozza di risoluzione “Operazioni dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e i lavori per i profughi della Palestina nel Vicino Oriente”.

4. La bozza di risoluzione “Proprietà dei profughi della Palestina e le loro entrate” è stata approvata con un voto registrato di 155 a favore di 5 contro (Canada, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti), con 10 astenuti (Australia, Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Honduras, Messico, Palau, Ruanda, Isole Salomone, Togo).

5. La risoluzione sui “Diritti umani del popolo palestinese e di altri arabi dei territori occupati”, è stata approvata col risultato di 77 a favore di 8 contrari (Australia, Canada, Guatemala, Honduras, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti), con 79 astensioni.

6. 154 a favore e 5 contro (Canada, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti), con 8 astenuti (Australia, Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Palau , Ruanda, Isole Salomone, Togo) hanno approvato la bozza “Applicabilità della Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra, del 12 agosto 1949, al Territorio palestinese occupato, inclusa Gerusalemme Est, e gli altri territori arabi occupati ”.

7. La bozza sugli “Insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, tra cui Gerusalemme Est e il Golan siriano occupato” con 153 voti favorevoli a 5 contro (Canada, Israele, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti) con 10 astensioni (Australia, Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Honduras, Palau, Papua Nuova Guinea, Ruanda, Isole Salomone, Togo).

8. Quella sulle “pratiche israeliane che riguardano i diritti umani del popolo palestinese nel territorio palestinese occupato, inclusa Gerusalemme Est”,ha avuto 153 voti a favore di 6 contrari (Australia, Canada, Israele, Isole Marshall , Stati federati di Micronesia, Stati Uniti), con 9 astenuti (Camerun, Costa d’Avorio, Guatemala, Honduras, Palau, Papua Nuova Guinea, Ruanda, Isole Salomone, Togo).

9. Infine è stato approvato – con un voto registrato di 151 a favore di 2 contro (Israele, Stati Uniti), con 14 astensioni (Australia Camerun, Canada, Costa d’Avorio, Guatemala, Honduras Isole Marshall, Messico. Micronesia, Palau, Pana,a, Papua, Ruanda Togo) il progetto “Il Golan siriano occupato”, che richiede la cessione del Golan al simpatico regime umanitario di Assad.

Chi fosse interessato a guardare meglio i tabelloni delle votazioni, li trova qui. Vale la pena di notare che contro le risoluzioni hanno votato sempre solo Israele e gli Stati Uniti, più qualche paese di scarso peso geopolitico. Fra astensioni e voti contrari si sono affacciati anche Canada e Australia, qualche volta il Messico. L’Europa ha votato massicciamente contro Israele, anche i paesi di Visegrad che proclamano amicizia per Israele, anche l’Italia. Tutti favorevoli a non disturbare il lavoro terroristico di Hamas o i bombardamenti con gas della Siria. La sola risoluzione su cui si sono astenuti è la numero 5. Varrebbe la pena di chiedere notizie di questo voto a Salvini, che è amico di Israele. La risposta che probabilmente potrebbe dare è che il voto dipende dal Ministro degli Esteri Moavero, che essendo uomo di Mattarella, “da sempre molto vicino a Mario Monti “ come spiega Wikipedia, ministro degli affari europei nel suo governo e poi in quello di Enrico Letta, e già consigliere speciale di Gentiloni, non lo è affatto e fa quel che può per sostenere le deleterie politiche europee, almeno dove lo lasciano agire.

E’ necessario però nella situazione presente portare un po’ più avanti il ragionamento. Questi voti non hanno effetti giuridici ma mostrano che nonostante la crescita delle relazioni bilaterali, esiste contro Israele una massa critica di odio antisemita che rischia di coagularsi in azioni concrete a ogni iniziativa non accorta. Solo il veto americano (anzi il veto di Trump, perché Obama, come si ricorderà, l’aveva negato) impedisce che questo schieramento si riproduca al consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha poteri legali. E’ una cosa cui dovrebbero pensare in particolare coloro cui danno fastidio Trump e magari anche Netanyahu, quest’ultimo perché molto cauto a prendere iniziative che potrebbero diventare pretesti per l’odio antisraeliano.

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