Nobel per la pace a Nadia Murad, ex schiava dell’Isis e sostenitrice di Israele

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Nobel per la pace a Nadia Murad, ex schiava dell’Isis e sostenitrice di Israele

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Il Nobel per la pace è stato assegnato ieri a Nadia Murad, ex schiava dell’Isis e diventata una sostenitrice di Israele e del popolo ebraico.  La yazida ha avuto il sostegno dell’organizzazione umanitaria IsraAID e dell’ufficio israeliano della Società per lo sviluppo internazionale (Sid), che sostiene gli yazidi che combattono nel vedere riconosciuto come genocidio le barbarie subite in Iraq.

La storia di Nadia è costellata di brutte pagine concluse con un lieto fine. Nel 2014 venne rapita dai miliziani dell’Isis, interrompendo la sua vita di semplice ragazza di 21 anni per divenire una schiava del sesso ed esser venduta come tale in più occasioni. Dopo abusi sessuali e torture di ogni tipo, riuscì a fuggire.

Nadia, nominata tra le 100 persone più influenti al mondo dal Time, ha raccontato allo stesso settimanale Usa:

“Ero la più piccola di tanti fratelli, ma sono stata più fortunata di loro, perché ero riuscita ad andare a scuola, a studiare e mi stavo preparando per superare dei corsi di scuola superiore. Sognavo di fare l’insegnante di storia o di lavorare in un salone di bellezza, come estetista”.

Nei mesi scorsi Nadia ha fatto visita in Israele, dove è stata accolta alla Knesset, allo Yad Vashem e all’Università di Tel Aviv ed ha rilasciato questa dichiarazione: 

“Gli ebrei e gli yazidi condividono una storia comune di genocidio che ha modellato l’identità dei nostri popoli. La storia del popolo ebraico è una storia unica, eppure riecheggia nelle esperienze della mia stessa comunità. Come gli ebrei, gli yazidi hanno una storia antica millenaria. E nonostante la persecuzione, entrambi i nostri popoli sono sopravvissuti”.

Nadia ha perso tutta la sua famiglia, uccisa da chi percepisce l’altro come diverso, come un nemico da battere e da distruggere. Nadia ha perso i suoi cari per mano di un terrorismo islamico accecato dall’odio.

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