Mireille Knoll, cerimonia a Roma per ricordare la donna uccisa

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Mireille Knoll, cerimonia a Roma per ricordare la donna uccisa

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Mireille Knoll, un nome che negli ultimi giorni è divenuto la fedele fotografia dell’antisemitismo dilagante presente in Francia.

La donna accoltellata e fatta bruciare con la sua abitazione è stata ricordata ieri in una cerimonia a lei dedicata nella Sinagoga Maggiore di Roma, dove hanno presenziato diversi esponenti politici: dalla sindaca capitolina Virginia Raggi al vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, da Maria Elena Boschi a Marianna Madia, da Fabrizio Cicchitto a Piero Fassino (solo per citarne alcuni).

Il ricordo della 85enne sopravvissuta alla Shoah si è mischiata alla preoccupazione della deriva antiebraica che sta infettando molti paese d’Europa.

Il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni sottolineato che l’omicidio di Mireille Knoll è “evento grave. Questo è ultimo di una serie di avvenimenti che ha colpito la Comunità ebraica”.

La presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello ha spiegato i motivi per l’apertura straordinaria del luogo di culto:  

“Questa sera abbiamo aperto il Tempio Maggiore perché vogliamo denunciare quello che sta accadendo in Francia: non possiamo rimanere silenti rispetto a una sopravvissuta alla Shoah che muore 70 anni dopo con la colpa di essere ebrea. Non possiamo rimanere indifferenti e non vogliamo che la società civile rimanga indifferente rispetto a ciò”.

La massima esponente CER ha poi messo a fuoco l’attuale momento che stanno vivendo gli ebrei in Europa:

“L’antisemitismo è un male che purtroppo ancora colpisce e uccide in Europa, ed è un male che ha sempre forme nuove. In questo caso e in molti altri casi ha una matrice islamica di odio profondo, per questo oggi vogliamo ancora essere presenti e più forti per dire che non solo noi non ce ne andremo come purtroppo stanno facendo molti ebrei in Francia, ma che tutto ciò non è ammissibile e non si può assolutamente accettare”.

Ruth Dureghello, poi, ringraziando le numerose figure istituzionali che hanno accettato l’invito, ha lanciato un messaggio alla gente comune:

“La gente comune deve comprendere quello che sta succedendo. Il cittadino, il giovane, il ragazzo e lo studente non possono tacere di fronte a messaggi di odio e di fronte a chi questi messaggi li propina, anche attraverso internet o in alcune moschee in Italia, come accade in questi giorni. Si abbia sempre la forza di scegliere quale è la parte del giusto e da che parte sicuramente non si può stare”.

La cerimonia si è conclusa con l’intonazione dell’inno nazionale israeliano (Hativkà), cantato con estrema partecipazione e commozione da parte dei presenti. Un momento aggregativo che deve essere da esempio per tutti coloro che vogliono dividere anziché unire.

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