Memoriale e Memoria

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Roberta Vital
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Cultura, News

Memoriale e Memoria

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In questi giorni estivi è in corso un dibattito molto acceso a Milano che per merito o demerito dei social network si è esteso in tutta Italia, coinvolgendo posizioni ed opinioni differenti.

Il tutto è nato da un post del giornalista Giulio Meotti in cui invitava gli ebrei milanesi ed il Memoriale della Shoah di Milano a dissociarsi dall’ uso strumentale che ha assunto quello che nasce come un progetto mosso da nobili intenzioni.

Giulio Meotti senza mezzi termini scrive:

“Accogliere, curare, assistere sono alti gesti dal valore etico, mitzva’ ebraiche. Ma per farlo non servono i memoriali della Shoah, deputati a trasmettere la Memoria, a preservarla, Memoria già fragilissima,abusata, negata, violata. Ci sono le scuole, gli ospedali, le mense altri posti per compiere gesti umanitari verso i migranti. La Casa di Anna Frank, qualche anno fa ospitò una vergognosa mostra in cui Ariel Sharon era paragonato a Hitler. I palestinesi come gli ebrei di allora. Si finisce così ad aprire il vaso di Pandora della Shoah. La Memoria oggi è un’ arma ideologica usata contro Israele da più parti. E contro il popolo ebraico. Viviamo in tempi bizzarri, per questo non avrei aperto il Binario 21 a strumentalizzazioni, seppur nate da nobili intenzioni, come infatti hanno fatto i media ideologizzati”

Ma come fa un luogo come il Memoriale della Shoah che ha stampato a lettere cubitali all’ ingresso la parola Indifferenza a girarsi dall’altra parte nei confronti di persone in difficoltà? Fu chiesto tre anni fa di accogliere al Memoriale migranti che vivono oggi in condizioni disperate, e a chi oggi si chiede perché quel luogo tra i simboli della Shoah italiana sia stato aperto all’ accoglienza la risposta è in quella parola. Indifferenza.

La volontà di trasmettere al prossimo uno dei valori etici più nobili verso chi soffre, verso chi è in difficoltà. Il prezioso lavoro di chi oggi si spende e con fatica contribuisce ogni giorno nel trasmettere alle generazioni future il valore della Memoria e del significato profondo proprio che è all’ entrata del Memoriale della Shoah, della parola INDIFFERENZA, non può essere distolto da quello che è l’insegnamento di Liliana Segre alla nostra società. Una società che ha il dovere di comprendere ciò che accompagna questa nobile scelta che è quello di non stare a guardare ma di contribuire con il bene e con generosità d’ animo verso ogni essere umano.

La domanda rivolta ora a tutti noi, è se questa società, se i giornalisti e politici che oggi paventano parallelismi tra situazioni abissalmente distanti abbiano colto questo gesto, perché come sottolinea Giulio Meotti il parallelismo tra Shoah e migranti è sempre più frequente, si paragonano campi profughi ad Auschwitz, si accomuna nella parola Indifferenza storie diverse e questo non è accettabile. Fa parte anche questo del non essere indifferenti verso chi oggi tenta strumentalmente di usare la Storia e la Memoria a suo uso e consumo.

E davanti a questo, non possiamo rimanere INDIFFERENTI.

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