L’incredibile storia di Uzi Gal

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Silvia Bublil Dadusc
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Dossier

L’incredibile storia di Uzi Gal

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Silvia Bublil Dadusc

Gotthard Glass, aveva sin da piccolo un hobby molto pericoloso; le armi. Era cresciuto a Monaco, in una famiglia che teneva in casa collezioni di rivoltelle, spade e fucili antichi. All’età di 10 anni, si ustionò la mano nel tentativo di segare un vecchio fucile lungo e pesante per creare una nuova arma personale e innovativa.

Da giovane adolescente, viveva nel kibbutz Yaghur. Lì, vendette la sua collezione di francobolli e con il ricavato acquistò una piccola pistola e iniziò a lavorare alla realizzazione del suo sogno: crearne una macchina da guerra leggera ed efficiente.

Fu scoperto da un insegnante e l’arma gli fu sequestrata. A 15 anni, realizzò un arco capace di sferrare frecce in modo automatico. Una sorta di mitragliatrice di frecce, ma non era la cosa a cui aspirava.

In seguito, si unì al Palmach e li trovò l’ambiente ideale per lavorare in segreto al suo sogno. Ancora una volta fu colto in flagrante da soldati inglesi e fu condannato a sette anni di carcere, che per grazia ricevuta, ne fece solo poco più di due. Indovinate un po’ come utilizzò quel tempo in carcere? Ovviamente, nella progettazione della sua mitragliatrice.

Nel 1949, era cadetto al corso per ufficiali ed ebbe l’occasione di conoscere da vicino le armi in uso dall’esercito israeliano. Il giovane, che intanto diventò Uziel Glass ( e in seguito Uziel Gal), decise di scrivere al comandante della Scuola per Ufficiali, Meir Amit, e coinvolgerlo nel suo progetto.

Cinque anni e mezzo dopo, il 27 Aprile 1955, nella tradizionale parata militare di Yom ha’Atzmaut (Festa dell’Indipendenza), Tzahal scopri la nuova arma, che fu battezzata naturalmente, col nome “Uzi”.

Uziel Gal, schivo e umile com’era, non lo avrebbe voluto, ma ormai non dipendeva da lui.

 

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