Insulti e minacce, assegnata la scorta a Liliana Segre

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Insulti e minacce, assegnata la scorta a Liliana Segre

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È stata assegnata la scorta a Liliana Segre, senatrice e sopravvissuta all’inferno di Auschwitz. La decisione è stata presa dal prefetto di Milano Renato Saccone dopo gli insulti e le minacce che hanno colpito la donna.

Una vicenda incredibile che dà la misura dell’odio e dell’avversione per l’altro che sembrano essersi impossessati dell’Italia, che non riesce a portare rispetto a una persona costretta a vivere un’esperienza “indicibile” come quella dei campi di sterminio.

Se la prefettura di Milano ha sentito l’esigenza di assegnare una scorta a Liliana Segre più di qualcosa sta andando storta nella società italiana.

Proprio il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è intervenuto a Rainews su questa che rappresenta una delle pagine più vergognose della recente storia del nostro paese:

“Liliana ha la mia amicizia, la mia stima e la mia vicinanza. Noi faremo tutto il possibile, non solo per sostenere Liliana, ma per sostenere una battaglia che a mio parere è molto contemporanea”.

Anche il presidente della Comunità ebraica di Milano, Milo Hasbani, ha commentato la notizia che è una sconfitta per tutta la società civile: “È triste che ci sia bisogno di una scorta per proteggere una persona di questo valore”.

Notizia che ha visto la ferma reazione di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, formazione di estrema destra che lo scorso martedì di fronte al Municipio 6 aveva esposto questo striscione: Sala ordina, l’antifa agisce. Il popolo subisce”.

Striscione apparso poco prima che iniziasse l’incontro di Liliana Segre e di don Gino Rigoldi con gli studenti del quartiere. Un collegamento che Fiore ha respinto al mittente:

“Nessun accostamento con la senatrice, è calunnia. Andiamo per vie legali. Bugie che avvelenano la politica. L’isterismo politico può essere divertente m. a è anche pericoloso. Lo striscione apparso al Municipio 6 contro Sala e i centri sociali era ovviamente uno striscione contro Sala e i centri sociali. L’isterismo della sinistra e di parte delle istituzioni lo ha trasformato in uno striscione contro la Segre. Idiozia e calunnia soprattutto se fosse vero che a causa dello striscione il Comitato per l’Ordine pubblico ha dato alla Segre una scorta. Tutti coloro che hanno accostato lo striscione alla Segre creando un allarme sociale e diffamandoci ne dovranno rispondere come le centinaia di giornalisti querelati negli ultimi 20 anni portando soldi a non finire nelle casse di Fn”.

La scorta a Liliana Segre è una sconfitta dell’Italia intera, delle sue istituzioni, della società civile e di tutto il popolo italiano.

Che una sopravvissuta ai lager nazisti debba subire tutto questo è la prova che la storia ha insegnato poco o nulla.

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