Judo, Federazione internazionale sospende Iran da ogni competizione

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La Federazione internazionale di judo ha deciso di sospendere l’Iran da tutte le competizioni internazionali per “gravi violazioni della carta olimpica e delle norme federazione”.

Dove per gravi violazioni leggasi la politica di boicottaggio nei confronti di atleti israeliani. Nel caso specifico, la Federazioni ha preso questo provvedimento in conseguenza allo spiacevole episodio accaduto durante i mondiali di Tokyo della categoria 81 kg, vinti dall’atleta israeliano Sagi Muki.

L’Iran aveva intimato al suo judoka in gara, Saeid Mollaei, di non continuare la competizione per non correre il rischio di affrontare l’israeliano Sagi Muki (come è noto l’Iran non riconosce l’esistenza dello Stato d’Israele).

Mollaei è andato avanti sino alla semifinale per poi perdere volutamente contro il belga Matthias Casse, che a sua volta è stato sconfitto in finale da Muki.

Alcuni giorni dopo la fine della competizione, lo stesso Mollaei ha avuto uno scambio di complimenti social con il vincitore israeliano e ha affermato di aver subito minacce dirette a lui e alla sua famiglia, tanto da rifugiarsi in Germania e non tornare in patria.

Questa la sua dichiarazione:

“Ho paura di tornare a casa. Anche se le autorità del mio Paese mi hanno detto che posso tornare indietro senza problemi, ho paura. Ho paura di quello che potrebbe capitare a me e alla mia famiglia”.

La decisione della Federazione è stata presa anche perché Teheran avrebbe reiterato il proprio comportamento nel prossimo evento, il Tashkent Grand, che comincerà il prossimo venerdì.

Decisione che è stata recepita in maniera favorevole dai veri amanti dello sport, che non vorrebbero intrusioni politiche sulle gare.

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