Israele, scoperto tesoro di epoca romana nelle acque di Cesarea

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David Spagnoletto
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Israele, scoperto tesoro di epoca romana nelle acque di Cesarea

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Un tesoro per caso. Si potrebbe riassumere così la scoperta di Ran Feinstein e Ofer Raanan, sub che nelle acque antistanti Cesarea, uno dei maggiori siti archeologici di Israele a nord di Tel Aviv, hanno rinvenuto oggetti di epoca romana, datati 1600 anni fa circa. All’interno della stiva di una nave mercantile in fondo al mare, i due hanno trovato monete, giare, statuine di bronzo e altri manufatti. La scoperta più importante è stata quella di due mucchi, di circa 20 chili, di monete con sovrimpressa l’immagine di Costantino e del suo avversario Licinio. Dalla stiva della nave di Cesarea sono emerse altri reperti molto importanti come  una lampada raffigurante l’immagine del Dio Sole, una lampada a forma di testa di schiavo africano, una statuina della dea Luna, oggetti scolpiti con effigi del dio Dioniso e di animali e di giare atte a contenere acqua destinata all’equipaggio della nave. I due sub hanno allertato la Soprintendenza alle antichità israeliana che ha classificato la scoperta come la più importante degli ultimi tre decenni. Si tratta “di scoperte altamente importanti che, a parte la loro straordinaria bellezza, sono di significato storico”, hanno detto Jacob Sharvit e Dror Planer, entrambi della sezione Archeologia marina della Sovrintendenza, che hanno spiegato:

Una scoperta marina come questa c’è stata negli ultimi 30 anni in Israele. Le statue di metallo sono reperti archeologici rari perché nell’antichità erano sempre fusi e riciclati. Quando si trovano in genere avviene in mare. In questo caso le statue sono naufragate insieme alla nave e così si sono “salvate” dal processo di riciclaggio. La sabbia inoltre le ha protette e quindi sono in ottimo stato di conservazione: sembrano siano state gettate ieri e non 1600 anni fa.

Cesarea è stato spesso teatro di scoperte casuali. Le ragioni secondo gli archeologi sono due: la progressiva mancanza di sabbia sul fondo del mare che riporta alla luce i reperti e la presenza di nuovi sub che scandagliano le acque alla ricerca di oggetti.

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