L’Isis ai jihadisti del Kosovo: “Dovete colpire l’Italia”

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L’Isis ai jihadisti del Kosovo: “Dovete colpire l’Italia”

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L’Isis vuole colpire l’Italia. L’informativa arrivata all’antiterrorismo non lascia spazio a interpretazioni: “L’Isis ha dato mandato ai mujahed kosovari o comunque dell’area balcanica di colpire il territorio italiano”.

Quello che fa riflettere è che la minaccia non proviene dai paesi dell’area mediorientale, ma dal circuito delle carceri italiane, che nello specifico è quello di Rossano Calabro, uno dei due istituti, insieme a Macomer in Sardegna, in cui si trovano molti dei detenuti per terrorismo islamico e dove a poche ore dalla strage del Bataclan alcuni di loro inneggiarono “alla Francia liberata”.

L’annotazione giunge direttamente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e ha messo in allarme l’intelligence che, tramite una fonte qualificata, ha spiegato:

“Il dato è rilevante, da quando è scattata l’emergenza per possibili attacchi del Califfato è la prima volta che abbiamo una segnalazione così specifica. Ancora non sappiamo come sia filtrata. Se sia frutto di una intercettazione oppure di una confidenza fatta a qualche agente della polizia penitenziaria”.

Ma c’è di più, perché stando all’informativa del Dap, gli ordini arrivati ai terroristi islamici indicano nello specifico il tragitto che i mujahed devono seguire.

L’indicazione è di passare dal Kosovo in territorio bosniaco, storicamente caratterizzato da un’alta densità di comunità salafite, e arrivare in Italia in due possibili modi: passando per la Svizzera, dove i controlli mirati alla minaccia jihadista sono decisamente blandi, o entrando a Trieste, dove per molto tempo hanno operato due imam radicali di origini bosniache, Nezirevic e Hasanagic.

Una volta svolto l’ipotetico (?) assalto, occorre portarsi verso la Germania.

I luoghi in cui si stanno concentrando le attenzioni dei servizi sono tre: la comunità di Monteroni d’Arbia in provincia di Siena, alcune aree di Lecco e Cremona e in Toscana, dove l’enclave kosovara è guidata all’imam Seat Bajaraktar, che, secondo l’antiterrorismo, svolge un ruolo strategico che mette in collegamento l’Italia e il Kosovo, in particolare con la cittadina di Restelica.

Che l’Isis minacci l’Italia non è un fatto nuovo, anzi. Lo è semmai, il tentativo dello Stato islamico di colpire il nostro paese servendosi di terroristi che orbitano nel Kosovo.

Ma c’è un’altra cosa che andrebbe analizzata.

Perché la Svizzera non esercita controlli adeguati per la minaccia jihadista?

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