L’antisemita di oggi boicotta Israele e piange gli ebrei morti nella Shoah

La buona coscienza degli antisemiti, ieri scatenata contro i “perfidi giudei” e oggi contro Israele

Ugo Volli
Ugo Volli
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Antisemitismo, pregiudizio antisraeliano

L’antisemita di oggi boicotta Israele e piange gli ebrei morti nella Shoah

La buona coscienza degli antisemiti, ieri scatenata contro i “perfidi giudei” e oggi contro Israele

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Perché la Giornata della Memoria abbia un senso, anche senza cadere nelle perverse deformazioni di cui ho parlato in un articolo precedente, bisogna chiedersi che cosa sia l’antisemitismo che chesta ricorrenza dovrebbe combattere. Vale la pena di richiamare qui la Working Definition of Antisemitism (“definizione operativa dell’antisemitismo”), stabilita nel 2011 dall’Agenzia europea dei diritti fondamentali:

«l’antisemitismo è la percezione descrivibile come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette contro singoli ebrei o non ebrei, e/o contro la loro proprietà, contro le istituzioni comunitarie e contro le strutture religiose ebraiche. Inoltre tali manifestazioni possono anche avere come bersaglio Israele, concepito come una collettività di ebrei. L’antisemitismo accusa frequentemente gli ebrei di cospirare ai danni del resto dell’umanità, ed è spesso utilizzato per incolpare gli ebrei di uno o più problemi politici, sociali ed economici. Trova espressione orale, scritta e impiega stereotipi sinistri e tratti caratteriali negativi»

E’ importante leggere questo testo, quello cui ha resistito per mesi il partito laburista di Corbyn, perché esso testimonia che “le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo […] possono anche avere come bersaglio Israele, concepito come una collettività di ebrei”. Dire “possono” è oggi un eufemismo. A parte i predicatori musulmani e i terroristi arabi, che continuano a predicare e praticare l’odio degli ebrei, a parte i loro imitatori come quel “reverendo” Farrakhan, con cui non hanno mancato di farsi fotografare Obama, Clinton e gli attuali estremisti di sinistra del partito democratico americano, oggi è molto difficile qualcuno che parli esplicitamente contro gli ebrei. E’ molto più comodo prendersela con Israele che, dovendo difendersi da prima della sua stessa nascita da assalti militari di tutti i tipi, deve usare le armi per evitare una nuova Shoah. A questo pretesto per l’antisemitismo, se ne aggiunge l’altro, la cosiddetta ”occupazione”: Israele starebbe “occupando” territori “palestinesi” in Giudea e Samaria. Peccato che non sia mai esistito uno stato palestinese di cui quei territori avrebbero fatto parte e che essi facessero parte di un mandato internazionale dedicato alla costituzione di una “patria ebraica”, fossero stati occupati illegalmente per una ventina d’anni dalla Giordania e presi da Israele in una guerra di autodifesa.

Facciamo un esempio di questo antisemitismo puntato su Israele. Qualche giorno prima della Giornata della Memoria, il parlamento irlandese ha approvato una legge che rende reato punibile con oltre 100 mila euro e fino a 5 anni di carcere il commercio con qualunque impresa abbia sedi in questi territori: un reato più grave, per intendersi, delle lesioni, del furto, della corruzione, che l’Irlanda riserva solo a Israele e che non estende né alla Cina che occupa per davvero il Tibet, né alla Russia che fa lo stesso con la Crimea, né al Marocco col Sahara occidentale né alla Turchia con Cipro nord. E’ evidente il rivendicato carattere politico e di “esempio” di questa legge, che è passata con l’appoggio della Chiesa locale. Difficile pensare che non la motivi un sentimento antisemita.

E’ interessante notare che nell’inchiesta sull’antisemitismo organizzata dalla Comunità Europea, gli irlandesi sono fra i popoli che percepiscono di meno l’antisemitismo come un problema, tanto nella vita politica (solo il 20% pensa che lo sia anche in parte) nei media (23%) o in generale nel paese (21%) – sono percentuali che stanno sotto alla metà di quelle italiane, dimostrazione evidente di odio che rifiuta di definirsi tale. Vedremo se le reazioni economiche e politiche che Israele ha minacciato di adottare se la legge sarà promulgata serviranno a svegliare gli irlandesi. Peraltro bisogna aggiungere che la stessa Unione Europea, che si atteggia a virtuosa erede della lotta all’antisemitismo, finanzia largamente organizzazioni che si battono per il boicottaggio di Israele.

Uno dei problemi dell’antisemitismo è proprio questo, che esso si ritiene in generale virtuoso e giusto. Si pensava piena di fervore religioso l’Inquisizione che bruciava gli ebrei che resistevano al tentativo di sottrarli al culto dei padri, erano lucidi e umanitari i Voltaire e i Kant e gli altri illuministi che volevano eliminare l’ebraismo, magari anche con la forza. Si presentavano come difensori del popolo contro l’usura i nazisti e ancora oggi gli antisemiti amano pensarsi come difensori di un “popolo oppresso” contro il “nuovo nazismo” di chi “ha subito Auschwitz e ora la riproduce”. Ma sotto questa pretesa di virtù e bontà c’è il più fetido odio antisemita, reso più pericoloso e implacabile dalla sua “buona coscienza”.

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