L’Iran dice no, calciatore del Feyenoord non gioca contro il Maccabi Haifa

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L’Iran dice no, calciatore del Feyenoord non gioca contro il Maccabi Haifa

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C’era una volta il gioco del calcio. Quel collante sociale che univa persone diverse fra loro.

Quel livellatore che azzerava le differenze e accomunava tutti sotto la stessa speranza: vedere il pallone entrare nella porta avversaria ed esplodere di gioia.

Per il regime iraniano, invece, il calcio (così come per tutti gli sport) non è un momento di aggregazione, non è uno sport, ma un mero strumento politico per rivendicare un odio unilaterale nei confronti dello Stato d’Israele.

E così succede che il calciatore iraniano Alireza Jahanbakhshnei del Feyenoord non è sceso in campo nella partita in casa del Maccabi Haifa, valevole per la prima giornata del Girone E di Conference League, nuova competizione europea voluta dall’Uefa.

Perché gli atleti iraniani non possono gareggiare contro quelli israeliani. Farlo significherebbe rischiare grosso.

A rendere nota la vicenda è stato lo stesso club che milita nell’Eredivise, la Serie A olandese, che in un comunicato ha fatto sapere:

“Venerdì anche Alireza Jahanbakhsh è tornato ad allenarsi campo a Rotterdam. Il Feyenoord ha deciso di non includere l’attaccante nella lista dei convocati per la partita contro il Maccabi Haifa. Il club vuole evitare che l’iraniano possa non essere in grado di giocare per la squadra nazionale in futuro, cosa che potrebbe essere una conseguenza per gli atleti iraniani che gareggiano contro atleti israeliani. Viene escluso dalla lista dei convocati per questo motivo anche nella gara casalinga”.

Per la cronaca il match è terminato zero a zero. Una cronaca che avremmo voluto solo calcistica e, invece, Teheran deve controllare ogni cosa del suo popolo, che volente o no, deve obbedire.

La cosa più incredibile è che tutto questo è stato accettato dal mondo sportivo e non. Nessuna levata di scudi per innalzare quell’indignazione che a parti invertite avrebbe fagocitato l’attenzione mediatica.

Le accuse avrebbero rincorso le critiche e chissà quale politico europeo avrebbe mostrato prontezza a sventolare la bandiera dell’Iran, quel paese che continua a ingannare l’Europa.

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