Giornata della Memoria 2019, chi l’ha disonorata

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Giornata della Memoria 2019, chi l’ha disonorata

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La Giornata della Memoria 2019 non ha visto solo celebrazioni e parole di condanna per la Shoah. C’è chi ha ritenuto il 27 gennaio e i giorni vicini, quelli giusti per mostrare il proprio legame con il nazifascismo e l’avversione verso gli ebrei.

La classifica del disonore è guidata da Elio Lannutti che il 21 gennaio ha fatto da apripista, condividendo sui social un link riguardante “I Protocolli dei Savi di Sion”, falso storico di inizio ‘900 ideato alla polizia zarista contro gli ebrei. Oltre al fatto in sé, a far riflettere è che tutto questo ha visto come protagonista un senatore della Repubblica italiana, che non ha fatto cenno a dimissioni.

Il deputato del Movimento 5 Stelle non è stato l’unico politico a far discutere. Il consigliere comunale di Pisa Manuel Laurora della Lega ha deciso di non alzarsi per il minuto di silenzio richiesto nell’ultima assemblea cittadina per ricordare la Shoah.

Poco dopo Laurora si è scusato attingendo nel dizionario della banalità e della retorica, peccato che dal suo profilo Facebook è chiaro come sia un attento lettore del Mein Kampf, il folle manifesto ideologico di Adolf Hitler.

“Ogni palestinese è come un camerata, stesso nemico e stessa barricata!” è un messaggio apparso su un muro del complesso Due Giugno, ex caserma del XXI Reggimento, a La Spezia, luogo simbolo dell’occupazione tedesca prima e della memoria della guerra dopo. A rivendicare l’azione è stata Lotta Studentesca della Spezia, il movimento giovanile dei neofascisti di Forza Nuova.

A Lizzano in Belvedere, Sull’Appennino bolognese, invece, è stato denunciato un fatto su cui stanno indagando le forze dell’ordine: quattro persone che indossavano le divise delle truppe di montagna delle SS sono state viste passeggiare tra i boschi.

Quattro episodi ma chissà quanti altri ce ne sono stati che non hanno avuto eco mediatica. Due politici, uno addirittura senatore della Repubblica, un consigliere comunale, un gruppo di estrema destra che solidarizza coi palestinese mischiando Israele ed ebrei.

Quattro episodi isolati? No, i rigurgiti antisemiti sono tornati a infettare gli italiani “brava gente”. A rivelarlo è stato un sondaggio Ipsos, secondo cui più della metà dei nostri connazionali crede che i ricchi e i manovratori dell’economia siano gli ebrei: il 22% si è detto completamente d’accordo con l’affermazione “Gli ebrei hanno un grande potere economico” e il 29% abbastanza d’accordo.

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