Facebook non riesce a bloccare tutte le pagine di gruppi musicali neonazi

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Facebook non riesce a bloccare tutte le pagine di gruppi musicali neonazi

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Facebook ha un questione da risolvere: le pagine di gruppi musicali neonazi. A portare a galla la faccenda è stata Al Jazeera, la cui inchiesta ha dimostrato che il social creato da Mark Zuckerberg vede la presenza di oltre 120 gruppi, che si richiamano alla Shoah e a tutto ciò che è legato al nazismo.

Un richiamo non immediato, perché le pagine in questione sono di gruppi musicali punk e metal, che a primo impatto nulla hanno a che fare con i sentimenti nostalgici per il Terzo Reich.

Solo analizzando i post in maniera approfondita, Al Jazeera è riuscita a risalire al collegamento con la Germania nazista e alla violazione delle regole di Facebook: alcuni, per esempio, riportavano testi antisemiti, croci celtiche, svastiche, nonché testi di Hitler e Gobbels messi in musica.

Facebook che da parte sua è riuscito a eliminare solo parte di questi gruppi. In un comunicato i responsabili del social hanno fatto sapere:

“Non c’è posto su Facebook per l’odio. Le nostre regole hanno a lungo proibito l’odio e gli attacchi contro le persone sulla base di fattori come la razza, l’etnia o la religione – e queste regole da sempre includono il suprematismo bianco. L’anno scorso abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti annunciando il divieto di pubblicare contenuti che elogiano, sostengono o rappresentano il nazionalismo bianco e il separatismo bianco. Purtroppo tolleranza zero non significa zero incidenti. Abbiamo rimosso alcuni dei contenuti che ci sono stati segnalati per aver infranto le nostre regole e ne esamineremo altri che sono stati portati alla nostra attenzione.  Continueremo anche a migliorare le nostre tecnologie, a far evolvere le nostre politiche e a lavorare con esperti per identificare e rimuovere l’odio dalla nostra piattaforma”.

Cosa rimane dell’ennesimo episodio legato al neonazismo?

Rimane che i neonazisti stanno penetrando nel nostro tessuto sociale, riuscendo a sfruttare le attuali tecnologie. Rimane che non sempre si riesce a contrastarli.

Perché l’odio viaggia più velocemente della tolleranza e del buon senso.

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