Estrema destra, raduno sul Lago di Garda

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Torri del Benaco, in provincia di Verona, è un paese che si trova sulla sponda destra del Lago di Garda ed è medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza. Nel fine settimana appena trascorso è diventato anche teatro del “Festival Boreal”, raduno fascionazionalista organizzato da Forza Nuova, in cui si sono svolti dibattiti geopolitici, manifestazioni sportive e nazirock paneuropeo. La location è stata tenuta segreta fino all’ultimo e solo alla fine resa pubblica grazie alla “denuncia” delle associazioni antifasciste contrarie all’iniziativa, autorizzata dalle istituzioni locali.

Al Festival hanno partecipato il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, Laszlo Toroczkai del movimento Jobbik, ideatore del muro che divide la Serbia e l’Ungheria, Nick Griffin, già leader del British National Party, Udo Pastörs dell’Npd, la destra nazionaldemocratica tedesca, e il danese Daniel Carlsen, del Danskernes Parti.

All’interno della tre giorni c’è stato anche un approfondimento dedicato al ruolo politico delle tifoserie, in cui sono intervenuti i capi tifosi di destra provenienti da Roma, Milano, Brescia e Parigi, che hanno parlato dei tedeschi Hogesa: ultras contro i salafiti, i musulmani integralisti.

I partigiani dell’Anpi, gli ex deportati, i perseguitati politici antifascisti  e l’Istituto veronese per la storia della Resistenza avevano scritto al prefetto di Verona chiedendogli di bloccare l’evento:

“E’ grave che una manifestazione che si pone al di fuori dei valori costituzionali sia stata autorizzata dal sindaco Stefano Nicotra su suolo pubblico, con la presenza di esponenti come Griffin e Pastörs, condannati per incitamento all’odio razziale e popolare. Questa manifestazione può rappresentare un precedente simbolico per ulteriori eventi e creare gravi problemi di ordine pubblico”. Le associazioni aveva chiesto anche l’intervento del governo che dovrebbe mettere “al bando in maniera definitiva formazioni e programmazioni incostituzionali”.

Anche il parlamentare veronese del Pd, Vincenzo D’Arienzo, era assolutamente in disaccordo con lo svolgimento della manifestazione:

“Si vogliono diffondere temi cancellati dalla storia. I contenuti dei partecipanti sono noti: perorare la causa della dittatura contro la democrazia, dell’intolleranza razziale e dell’aggressione culturale a chi non la pensa come loro”.

Ad aumentare le polemiche ci aveva pensato il sindaco di Verona, Flavio Tosi che in un tweet aveva scritto: “Difendere sempre la libertà di pensiero, valse x i 99Posse vale x Boreal ora. È lecito essere di estrema sinistra come di estrema destra”.

In realtà, il concerto dei 99 Posse (Agosto 2014) venne cancellato per le pressioni di Forza nuova e dello sponsor dell’Urban Festival, Andrea Miglioranzi, fondatore di Veneto Fronte Skinhead e già bassista dei Gesta bellica.

Sull’argomento era intervenuto anche il prefetto di Verona Salvatore Mulas: “In democrazia funziona così, con gli spazi garantiti a tutti nel rispetto della legge”.

Ricapitolando: lo scorso fine settimana si è tenuto un raduno nazifascista autorizzato dalle istituzioni locali e poche settimane fa un quotidiano aveva regalato il Mein Kampf. Tutto in Italia. Tutto in un Paese che continua a non fare i conti con la propria storia. E quando non si fanno i conti con la propria storia, il futuro rischia di essere assai nebuloso.

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