Dongo, manifestazione con saluti romani per ricordare Mussolini e fascisti

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Dongo, manifestazione con saluti romani per ricordare Mussolini e fascisti

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A Dongo si è svolta una manifestazione per ricordare Benito Mussolini e i gerarchi fascisti, che persero la vita in questo luogo. A prendervi parte poche decine di persone, che hanno voluto omaggiare il duce a Giulino di Mezzegra, nel comasco, luogo dove venne fucilato assieme a Claretta Petacci.

Tra saluti romani e riecheggiamenti del Ventennio, i nostalgici fascisti hanno manifestato con il beneplacito di Questura e Prefettura, che hanno dato l’ok all’associazione Mario Nicollini di Como per organizzare l’evento.

Un permesso mal digerito da Guglielmo Invernizzi, presidente dell’Anpi provinciale di Como, presente insieme a alcuni esponenti di Anpi, Cgil e gruppi antifascisti, che intonavano “Bella Ciao”:

“Il fatto che venga permessa una manifestazione del genere è una offesa agli italiani. Da tempo abbiamo sollevato il problema ma anche quest’anno, in questo senso, non si è cavato un ragno dal buco. Proprio l’altro ieri abbiamo incontrato il prefetto, ma le risposte sono state che non è possibile proibire a priori una manifestazione per rispetto alla libertà di espressione, costituzionalmente garantita, e certamente non è possibile sapere se verranno commessi dei reati.

Il presidente dell’Anpi provinciale di Como ha continuato all’AdnKronos, affermando che:

“Le forze dell’ordine possono presentare rapporto di denuncia per i fatti che violano la legge Mancino sull’apologia di fascismo, ma se la magistratura non le porta avanti, la prefettura non può fare nulla. Secondo loro, quindi, così come danno il permesso a noi di manifestare, anche loro hanno il diritto a ricevere lo stesso trattamento. Non può esserci una contrapposizione sullo stesso piano delle ragioni degli antifascisti e di quelle dei fascisti. Non possiamo accettare che ci considerino tali a quali a loro, sarebbe un’offesa all’Italia che ha fatto la resistenza e ha pagato con la vita la difesa di uno Stato libero”.

L’Italia non riesce a scollarsi di dosso il suo passato. A quasi 76 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, c’è ancora chi rimpiange il Fascismo, un periodo storico funesto per il nostro paese.

Paese uscito sconfitto non solo dal conflitto mondiale, ma dalle conferenze in cui gli stati vincitori si spartirono l’Europa, con conseguenze sociali ed economiche che stiamo ancora subendo.

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