Diritti Umani: risoluzioni ONU contro Corea del Nord e Iran

Rimproveri verso Teheran per l'ampio utilizzo della pena di morte

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Diritti Umani: risoluzioni ONU contro Corea del Nord e Iran

Rimproveri verso Teheran per l'ampio utilizzo della pena di morte

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assemblea onu

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha criticato l’Iran e ha condannato la Corea del Nord per le violazioni dei Diritti Umani attraverso due nuove risoluzioni. Un totale di 119 paesi ha votato in favore della condanna nei confronti della Corea del Nord incoraggiando il Consiglio di Sicurezza a portare il regime di  Pyongyang davanti alla Corte Penale Internazionale anche se è probabile che la Cina apporrà il veto sulla questione.

La bozza della risoluzione è stata preparata dall’Unione Europea e dal Giappone. Tra i 19 paesi che hanno scelto di votare contro la risoluzione ci sono tutti gli storici alleati della Corea del Nord: Cina, Russia, Sudan, Cuba, Iran, Egitto, Zimbabwe, Venezuela ed altri di minore importanza. Gli astenuti sono stati 48.

Una simile risoluzione era stata approvata lo scorso anno con una maggioranza di 116 favorevoli contro 20 contrari e 53 astenuti. Rispetto alla precedente, l’ultima in ordine cronologico appare più dura nei confronti del regime coreano. La principale richiesta contenuta nella risoluzione è la totale chiusura della rete di campi di prigionia in cui circa 100 mila detenuti vivono in condizioni terrificanti. Il regime ha “respinto categoricamente” la risoluzione definendola “il prodotto di una trama politica e di una losca trama contro la Corea del Nord da parte degli Stati Uniti, del Giappone e dei loro alleati per cercare di abbattere lo Stato e il sistema sociale della Repubblica Popolare Democratica di Corea”.

Nella stessa seduta è stata adottata anche una risoluzione presentata dal Canada in cui si esprime “profonda preoccupazione” per l’utilizzo della pena di morte in Iran e per il giro di vite contro attivisti, giornalisti e dissidenti del regime. Hanno votato in favore della proposta 81 paesi, 37 sono stati invece i contrari e 67 le astensioni. Da Teheran fanno sapere che la risoluzione è stata percepita come condizionata da pregiudizi contro l’Iran e che si è trattato di “un’indifendibile e disonesta mossa politica” proprio nel momento in cui la Repubblica Islamica “sta perseguendo una politica di riavvicinamento alla comunità internazionale”.

Non è la prima volta che l’Iran viene preso di mira per l’utilizzo spregiudicato della pena di morte ma quest’anno il numero delle pene capitali inflitte ha superato quota 800, un netto aumento rispetto agli ultimi anni. Si tratta inoltre del primo provvedimento contro l’Iran dalla firma dell’accordo sul programma nucleare raggiunto con le potenze mondiali per il quale presto la Repubblica Islamica otterrà la rimozione delle sanzioni internazionali sulla sua economia. Tra gli Stati che hanno votato in favore dell’Iran ci sono: Cina, Cuba, Russia, Siria, Afghanistan, Pakistan, Sud Africa, India, Indonesia, Iraq e Libano.

Le risoluzioni sono entrambe non vincolanti ma vengono percepite come importanti politicamente perché consistono in un giudizio ufficiale della comunità internazionale sui due regimi e, vista la reiterazione dei comportamenti, vengono ogni anno inasprite.

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