Davide Piccardo difende l’estremista Suwaidan

Victor Scanderbeg Romano
Victor Scanderbeg RomanoAnalista Storico-Politico
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Dossier

Davide Piccardo difende l’estremista Suwaidan

Dossier
Victor Scanderbeg Romano
Victor Scanderbeg RomanoAnalista Storico-Politico

Piccardo E Suwaidan
Tareq Suwaidan e Davide Piccardo.
Il primo, cercando di essere concisi, possiamo definirlo come ricchissimo leader dei Fratelli Musulmani in Kuwait, forte sostenitore dell’annientamento degli Ebrei, di Israele e della guerra all’Occidente. Invitato a parlare in Italia dal 7 al 17 maggio prossimi, il suo ingresso nel nostro paese è stato successivamente vietato dal Governo Italiano.

Il secondo è a capo del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano (CAIM) ed è il primo fautore della costruzione di una Moschea milanese proprio sotto l’egida del CAIM.

Tareq Suwaidan e Davide Piccardo. Due facce della stessa medaglia, quella che, in modo netto o più velato, ha alla base l’ideologia dei Fratelli Musulmani.

Solo un anno fa, in occasione di un sermone indirizzato ai suoi discepoli prediletti, ossia i militanti di Hamas, Suwaidan ha pronunciato queste parole:

“Tutte le madri della nazione islamica – non solo quelle palestinesi – dovrebbero nutrire i loro figli con l’odio verso gli Ebrei. Li Odiamo. Loro sono il nostro nemico. Dobbiamo instillare questo nelle anime dei nostri figli, finché una nuova generazione crescerà e li spazzerà via dalla faccia della Terra… Ciascuno di noi, uscendo da questa sala, dovrebbe pensare a un piano per annientare Israele.”

associazione imam italianiSfortunatamente per lui, in Europa ci sono diversi studiosi in grado di comprendere l’arabo e di smascherare il doppio binario di comunicazione che lui, Tariq Ramadan (nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani) e tante altre voci degli ossimorici “Islam Moderato” e “Islam Europeo” portano avanti indisturbate da decenni.

È quindi incomprensibile o, per molti di noi, molto comprensibile, per quale motivo questo antisemita e sostenitore del terrorismo islamico sia stato invitato a parlare in Italia dall’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, legata a doppio filo con l’UCOII, quest’ultima presieduta da Izzedin Elzir e fondata da Hamza Piccardo, padre di Davide, che fa ancora parte del suo direttivo. Insomma, non che avessi grandissima fiducia in questa organizzazione, visto che, all’indomani degli attentati di Parigi, chiamata a pronunciarsi contro il terrorismo islamico, si era presentata in strada con uno striscione votato alla dissimulazione più completa “Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose condanna con forza gli ultimi attentati di Parigi e tutti i fanatismi che ne sono causa”.

Non so da quale pianeta provengano, ma il fanatismo causa degli attentati è quello islamico.
Ovviamente nessun imam, affiliato o meno ai Fratelli Musulmani, dirà mai “condanno il terrorismo islamico”. Semplicemente non può, perché sarebbe screditato da tutte le associazioni religiose musulmane e da tutti i fedeli. La condanna dev’essere sempre generica, è quasi una regola per la comunicazione di matrice islamica. C’è solo un’eccezione, anzi, due: gli Ebrei e Israele. In questo caso, anche se si tratta di una guerra di difesa o contro il terrorismo, riescono a fare sempre accuse molto precise.

Per dirla con una battuta, il “Compagni che sbagliano” (che almeno era espresso) diventa un tacito “Fratelli che sbagliano”.

E Tareq Suwaidan, quello che l’Associazione di Imam già menzionata definisce: “una persona illuminata, aperta, moderata che sa anche criticare il mondo occidentale.”, è un Fratello che sbaglia. Sbaglia a tal punto, che molti suoi discorsi e scritti, se fatti qui da noi, lo porterebbero a dover sostenere un processo per istigazione all’odio religioso e razziale.
Non fosse stato per l’intervento del Governo Italiano, che gli ha proibito di mettere piede in Italia (come già avvenuto anche in USA e Belgio) sarebbe venuto a sbagliare anche qui da noi, dal 7 al 17 Maggio.

Fra gli esperti che si sono maggiormente dedicati a Suwaidan spicca senza dubbio la Prof. Valentina Colombo, che ha tradotto buona parte di un poco fraintendibile testo redatto da quest’ultimo, la “Enciclopedia illustrata degli ebrei”. In questa si trovano delle vere e proprie gemme di razzismo e antisemitismo, adattissime a fomentare il pensiero dei Fratelli Musulmani riguardo agli Ebrei.

Già nell’introduzione di questa Enciclopedia leggiamo:

“Studiare il più malvagio nemico della umma, Israele, perché come possiamo affrontare un nemico che non conosciamo? […] 6. Conoscere la grandezza della nostra religione attraverso la conoscenza delle idiozie e delle alterazioni che vi hanno apportato gli ebrei 7. Conoscere le caratteristiche e il modo di agire degli ebrei così come sono stati descritti nel Nobile Corano che ci ha messi sull’avviso 8. Una presa in esame della loro malvagità, della loro perfidia, della loro falsità, della doppiezza che praticano in tutte le nazioni.”

Chaimaa Fatihi

“Che uomo, che meraviglia di sapiente!”

Sono le parole che Chaimaa Fatihi, delegata dei Giovani Musulmani Italiani (GMI) e divenuta per qualche tempo il volto più spendibile dell’Islam moderato, ha dedicato a Tareq Suwaidan qualche tempo fa.

Già, proprio una meraviglia di sapiente.

Sottolineo però che non bisogna però essere un wahabita per sostenere alcune di queste tesi. Tutti i musulmani, infatti, ritengono che Ebrei e Cristiani abbiano falsificato e modificato il Vecchio Testamento per eliminare le innumerevoli menzioni a Maometto che, a detta loro, erano lì contenute. È una domanda che nessuno fa loro durante i talk-show o le manifestazioni, ma che sarebbe interessante proporre, chessò, al Piccardo alla Fatihi di turno durante Porta a Porta.

Gli Ebrei sono dunque dei perfidi e malvagi falsificatori, ma leggendo il resto di questa “Enciclopedia”, che qui avrebbe trovato dignità di pubblicazione solo sui rotoli di carta igienica, abbiamo esempi ben peggiori. Come a pagina 63:

“In Germania hanno ricevuto lo stesso trattamento che è una reazione alle loro caratteristiche negative soprattutto nel XII e XIV secolo” e “Immagine del campo di concentramento tedesco nel quale gli ebrei sostengono di essere stati cremati, ma in realtà in questi campi di concentramento venivano raccolti tutti gli oppositori dei nazisti e coloro che esprimevano ostilità.”

Negazionismo spiccio, copiato e incollato dai testi neonazisti delle scorse decadi che sono, fra l’altro, dei best-seller nel mondo arabo (assieme al Mein Kampf).

Piccardo su SuwaidanChi si aspettava una dura condanna di Tareq anche da parte del CAIM e dell’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, ha invece dovuto leggere delle dichiarazioni, che, alla luce di quanto detto e scritto dal predicatore di odio del Kuwait, rasentano il delirio. Sul profilo facebook di Davide Piccardo si legge infatti:

“Alfano vieta a Tareq Sweidan di entrare in Italia accusandolo di estremismo. Ho avuto il piacere di conoscere Tareq Sweidan e posso dire senza timore di smentita che non ha mai in nessun modo sostenuto posizione estremiste o violente, tutt’altro, è uno strenuo oppositore delle posizioni letteraliste e oscurantiste.”

Temo che quel “senza timore di smentita” sia ancora peggiore del resto della dichiarazione, perché bisogna ignorare in modo completo la produzione letteraria di Suwaidan, o essere in malafede, per sostenere una cosa del genere. Delle due l’una. E la frase successiva ci fa ben comprendere qual è:

“Suwaidan subisce questo ostracismo solo a causa delle sue posizione anti-sioniste a sostegno del popolo palestinese.”

Ed eccolo lì, il classico rimando di responsabilità a Israele. Eppure mi sembra che le citazioni tratte dai testi di Suwaidan non lascino adito a interpretazioni e dubbi: per lui gli ebrei sono corrotti, malvagi, perfidi, doppiogiochisti, e bisogna pensare a un modo per farli fuori tutti. A prescindere da Herzl, Gurion e Israele stesso.

E nonostante queste affermazioni di pieno sostegno a un sostenitore del terrorismo palestinese e dell’antisemitismo, che si aggiungono a quelle favorevoli al Fratello Musulmano Mohammed Morsi (ex-presidente egiziano) e al Fratello Musulmano Erdogan (presidente della Turchia), Piccardo e il CAIM continuano a chiedere di essere referenti ufficiali per la costruzione della moschea di Milano.

su suwaidanParlo di CAIM, e non solo di Piccardo, perché molti membri o simpatizzanti dell’organizzazione hanno rincarato la dose sulla presunta ingiustizia perpetrata dal nostro governo con il diniego all’ingresso di Suwaidan in Italia.

La già citata Chaimaa è tornata con veemenza sull’argomento, sottolineando il suo appoggio completo al terrorismo palestinese (per lei in tutto e per tutto equiparabile ai partigiani italiani della Seconda Guerra Mondiale); a seguito dei numerosissimi commenti di musulmani italiani di appoggio al terrorismo islamico, il suo account Facebook è stato sospeso il 10 aprile.

Oltre alla lei, Abdallah Kabakebbji, dentista milanese e dirigente presso i GMI, scrive in calce al commento di Piccardo:

“Ma, nel 2016, possiamo noi accettare di sentenziare e rendere esecutivo, un “parere” che abbiamo delle opinioni di una persona che, libero e incensurato (particolare non irrilevante), esprime opinioni? Opinioni forti certo, ma si può essere tanto lievi di fronte alla disperazione di un popolo come quello Palestinese (60 anni di occupazione)?”

Amina Touchani, mediatrice culturale, aggiunge:

“Personalmente conosco bene questo uomo [Suwaidan] e posso dire che non ha mai sostenuto violenza o violente.”

Beh, è proprio un vanto conoscere Suwaidan e affermare il falso, ossia sostenere che egli non abbia mai sostenuto la violenza.

Da Varese, la giovane Hajar Benghaza rilancia le parole di Piccardo, sottolineando:

“Alfano vieta l’ingresso in Italia a Tareq Sweidan accusandolo di estremismo, quando la vera causa è la sua posizione anti-sioniste a sostegno del popolo palestinese. Senza parole.”

su suwaidan 2Tanti altri commenti sono sulla stessa falsariga e si tratta quasi sempre di musulmani italiani, figli di immigrati o convertiti. È un elemento su cui riflettere, non tanto per comprendere cosa possiamo fare noi per avere risultati migliori dai processi di integrazione, ma per capire che le varie associazioni islamiche, CAIM in primis, devono fare ancora molti passi in avanti per non essere guardate con sospetto. E non parliamo di iniziative come il “Progetto Aisha”, un progetto culturale relativo alla violenza sulle donne che, disgraziatamente, porta il nome della sposa bambina di Maometto, né di mettersi carponi sotto la sede del Giornale per protestare contro l’Islamofobia, ma rigettare completamente ogni predicatore di odio, feroce islamista o antisemita dal loro circuito.

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