La deputata Sara Cunial paragona il Green Pass alla Shoah

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La deputata Sara Cunial paragona il Green Pass alla Shoah

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La Shoah come l’obbligo del Green Pass. Facciamo fatica a scrive il paragone. Ma non è la prima volta che la nostra redazione si trova a dover decidere se dare spazio a una notizia simile.

A differenza delle altre volte, però, a fare la differenza è stato il luogo dell’ignobile e insensato paragone: il parlamento italiano.

Eh sì, perché questa volta è stato il contesto a convincerci a parlare delle dichiarazioni fatte alla Camera della deputata ex grillina e no-vax Sara Cunial, attualmente iscritta al gruppo misto:

“Da studenti ci ricordiamo bene le lezioni svolte in occasione della Giornata della Memoria, del Giorno della Liberazione. Ricordiamo che nel 1938 molti studenti italiani con la sola colpa di avere una fede diversa da quella della massa sono stati espulsi dalle scuole italiane, dai propri luoghi di lavoro, dalle biblioteche, da tutti quei luoghi di pubblico interesse. Ed ora, nel 2021, sono nuovamente sbarrati a noi cittadini quei luoghi, noi che abbiamo scelto precauzioni e terapie sanitarie diverse da quelle imposte dai governanti. Questo è inaccettabile!”

Come se non bastasse, Sara Cunial ha sentito il diritto di puntare il dito contro Sergio Mattarella:

“Siamo proprio sicuri che il presidente della Repubblica abbia letto il contenuto del decreto sul super Green pass obbligatorio per i lavoratori? È chiaro che un garante della Costituzione non possa che essere stato a sua volta costretto e ricattato a firmare un ignobile nefandezza come quella, capace di cancellare i nostri diritti e rovesciare le nostre sovranità, compresa quella della Camera, supina a un governo dittatoriale, al soldo delle lobby finanziare e delle famiglie di Davos e Bilderberg”.  

L’intervento in Aula della Cunial ha portato il presidente di turno, Andrea Mandelli, a intervenire: “I riferimenti ai campi di sterminio e al Presidente della Repubblica sono inaccettabili”.

Anche il dem Emanuele Fiano ha voluto affermare il suo sdegno per quanto detto dalla Cunial:

“Appena potrò entrare in possesso del testo delle parole che ha riferito la cosiddetta collega Cunial, verificherò se ci sono estremi che vanno oltre le parole che lei ha detto, perché in questo Paese non è consentito a nessuno offendere e insultare la memoria di milioni di morti innocenti che sono stati gasati e poi bruciati per la sola colpa di essere nati ebrei, omosessuali, sinti, rom, testimoni di Geova, oppositori dei regimi fascisti e nazisti”.

Con rappresentanti del popolo come la Cunial, come ci si può lamentare del popolo stesso?

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