Contrastare e reprimere il negazionismo

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Mario Del MonteEditor
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Contrastare e reprimere il negazionismo

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Questa mattina si è svolto, presso l’Istituto Santa Maria in Aquiro a Roma, il seminario di approfondimento “Contrastare e reprimere il negazionismo”, una tavola rotonda per le modifiche all’articolo tre della legge 13 Ottobre 1975 n.654 presieduta dai senatori Silvana Amati (PD) e Lucio Malan (FI).

La nuova legge, già passata in Senato e che sarà discussa prossimamente alla Camera dei Deputati, crea l’aggravante di negazionismo per i reati relativi alla discriminazione e all’incitamento all’odio razziale. Si tratta di un primo importante passo per la giustizia italiana in tema di antisemitismo perché concede al giudice di sanzionare non più solo i comportamenti esplicitamente razzisti ma anche tutte quelle forme di propaganda che, in nome di un’interpretazione forse troppo estensiva e garantista del concetto di libertà di pensiero, riuscivano a smarcarsi dall’accusa di diffusione di idee antiebraiche.

Le modifiche sono state approvate al Senato, con 234 voti a favore e 3 contrari, dopo un travagliato percorso di tre anni portato avanti dalla senatrice Amati e dal senatore Malan per cercare di fermare la nuova ondata di antisemitismo europeo e sensibilizzare i giovani sempre più esposti alla propaganda negazionista. Il testo aveva sollevato inizialmente qualche dubbio, specialmente negli esperti di storia, per le possibili limitazioni alla ricerca ma come ha voluto precisare il senatore Malan ” I risultati confortanti in aula fanno pensare che siamo in presenza di un ottimo testo, che tutela la libertà di pensiero e la ricerca storica e rende il negazionismo un’aggravante per altri reati, come ad esempio quello di incitamento all’odio razziale. In ultima analisi il negazionismo come odio è bene che sia punito.”

Interessante anche l’intervento del senatore Paolo Corsini (PD) che in qualità di storico ha posto alcuni interessanti interrogativi sulla possibilità di punire attraverso la giustizia “le ignobili menzogne”. Il senatore Corsini ha brillantemente spiegato perché alcune personalità del mondo accademico erano contrarie ad una norma di questo tipo e poi hanno cambiato opinione: una lettura approfondita del nuovo testo ci fa capire che ad essere sanzionata non è l’opinione ma i comportamenti. Naturalmente si corre il rischio di alimentare il circolo vizioso della contrapposizione ideologica e di permettere di fare la parte delle vittime a quegli storici che vogliono negare la Shoah, ma è bene sottolineare che i comportamenti sostenuti da queste menzogne sono da considerarsi reati per rispettare la verità e la dignità delle vittime e dei loro discendenti.

Unica rappresentante della Camera dei Deputati, dove la legge non è stata ancora discussa, presente all’evento è stata Milena Santerini (CD) che aveva già avanzato una proposta nel 2013 per contrastare il fenomeno dell’antisemitismo sul web e che ha appoggiato l’iniziativa. La deputata Santerini attribuisce ai negazionisti una “cecità morale” in quanto sono consapevoli del loro razzismo e scelgono consapevolmente di non credere alle testimonianze storiche che riguardano la Shoah. Per contrastare questo fenomeno bisogna operare anche sui meccanismi psicologici e non soltanto sull’inasprimento delle pene che a volte porta i soggetti a pensare di star dicendo una “verità scomoda”.

Hanno partecipato all’evento anche l’avvocato Roberto De Vita, impegnato da anni nelle battaglie legali della Comunità Ebraica di Roma contro neofascisti e negazionisti, Giorgio Sacerdoti, professore ordinario di Diritto Internazionale all’Università Bocconi e il senatore Giuseppe Lumia (PD). Al termine della conferenza ha portato la sua testimonianza Giulia Spizzichino, ebrea romana che per mano dei nazisti ha perso ventisette parenti, che ha voluto lanciare un monito alle future generazioni:”Perdonare è impossibile, figuriamoci dimenticare. Le norme sono uno strumento, l’obiettivo vero è di riuscire ad entrare nella testa di queste persone: loro nel profondo sanno che ciò che racconto è vero, dobbiamo continuare a portargli le prove perché sono sicura che gli rimane nell’anima. Mi rattrista che tutti i morti che ci sono stati non siano serviti a placare l’odio antisemita. Uniamoci e fermiamoli, anche se a volta sembra difficile.”

A margine della conferenza siamo riusciti a scambiare due parole con la senatrice Amati che ha dichiarato:

“Questa norma nasce dalla volontà di concludere qualcosa di concreto in tema di antisemitisimo. Molti amano fare proclami durante il 27 Gennaio mentre noi ci abbiamo messo la faccia, alle belle parole abbiamo fatto seguire dei fatti che speriamo ci diano dei risultati positivi anche se si tratta solo di un primo passo. Le modifiche sono conformi alla direttiva europea che imponeva all’Italia di adeguarsi ai provvedimenti già presi in altri paesi come la Francia. Purtroppo non abbiamo potuto inserire il le problematiche relative a Internet per ragioni di opportunità: avremmo rischiato di rendere vano il nostro lavoro se ci fossimo bloccati su questioni tecniche. Il prossimo passo è di provare a chiudere il discorso entro l’estate senza che il testo venga ritoccato ma su questo abbiamo avuto rassicurazioni dai relatori Verini e Sarro e dall’impegno che si è preso il nostro capogruppo. Se possibile cercheremo di affrontare in futuro il discorso del web per chiudere il cerchio.”

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