Concluso il processo di primo grado agli esponenti di Militia

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Concluso il processo di primo grado agli esponenti di Militia

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Si è concluso ieri il processo di primo grado a carico di alcuni militanti di Militia Christi, un’organizzazione neofascista operante soprattutto nel Lazio ma con varie sezioni sparse per l’Italia. I reati contestati sono quelli di apologia del fascismo, violazione della legge Mancino e associazione per delinquere. Tra i sette imputati ci sono anche i 2 leader del movimento Maurizio Boccacci e Stefano Schiavulli condannati rispettivamente a un anno e un anno e quattro mesi di reclusione. Inoltre dovranno risarcire la Comunità Ebraica di Roma con circa 7,000 euro e il Ministero degli Interni con 10,000 euro. All’organizzazione di estrema destra è stata contestata la diffusione di idee antisemite e di odio etnico e razziale attraverso striscioni, manifesti e scritte murarie in alcuni quartieri di Roma.

La Comunità Ebraica di Roma attraverso un comunicato ufficiale si è espressa così sulla vicenda: “La sentenza di condanna nei confronti degli esponenti del movimento Militia è una vittoria nella lotta all’antisemitismo, alla xenofobia e al negazionismo. Con questo atto il Tribunale di Roma aumenta le pene già pronunciate il 26 novembre 2012, in particolare nei confronti dei leaders del movimento Maurizio Boccacci e Stefano Schiavulli. Il neofascismo, la xenofobia, l’antisemitismo anche quando è trasvestito da antisionismo e l’odio nei confronti del prossimo sono tumori da estirpare dalla nostra società. Oggi abbiamo compiuto un passo in avanti e per questo dobbiamo ringraziare il pubblico ministero Luca Tescaroli e le forze di polizia che hanno lavorato alle indagini e che ogni giorno mettono rischio la loro incolumità; ringraziamo il collegio giudicante che con il suo Presidente è riuscito a cristallizzare nella sua sentenza l’opera criminale dei condannati; come ringraziamo il nostro avvocato che coraggiosamente ha difeso la Comunità Ebraica di Roma parte civile nel processo. Siamo a una settimana dal Giorno della Memoria e dal Tribunale penale di Roma si alza un grido di verità contro chi propaga odio in Italia, contro tutti quelli che si adoperano nel negazionismo della Shoah. Questa sentenza da una parte ci aiuta a fare Giustizia ma dall’altra ci insegna quanto ancora l’Italia debba lavorare per fare i conti con i rigurgiti del fascismo e dell’intolleranza. Anche per questo ribadiamo la necessità di una legge sul negazionismo della Shoah che possa debellare quella feccia che tenta non solo di offendere la Memoria ma anche di portare avanti la disumana opera del nazismo. Con questo processo la Comunità Ebraica di Roma sarà risarcita con 7.128,00 euro, una cifra simbolica per ricordare le 7.128 vittime della Shoah italiana. I soldi del risarcimento saranno devoluti al reparto oncologico del Policlinico Gemelli di Roma”.

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