Chiesa bruciata in Israele, il mondo politico contro gli estremisti

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Mario Del MonteEditor
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Chiesa bruciata in Israele, il mondo politico contro gli estremisti

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L’attacco alla Chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci a Tabgha, bruciata e imbrattata con scritte offensive da estremisti di religione ebraica, ha ricevuto una dura condanna da tutti i partiti del panorama politico israeliano. Alcuni esponenti incontreranno oggi la comunità cristiana locale in segno di solidarietà proprio nella Chiesa ritenuta il sito dove Gesù compì il miracolo della moltiplicazione per sfamare cinquemila persone.

Il Primo Ministro Netanyahu ha ordinato allo Shin Bet di aprire un indagine sul caso. La polizia ha fermato ieri sedici persone ma le ha rilasciate poche ore dopo senza fornire dichiarazioni in merito. I graffiti in ebraico inneggianti all’odio verso i cristiani ritrovati nella chiesa bruciata non lasciano dubbi sulla matrice del gesto. Il Premier israeliano ha commentato così l’accaduto:

“Lo shockante rogo della chiesa è un attacco a tutti noi. La libertà religiosa è una colonna portante dei nostri valori ed è radicata nelle nostre leggi. Consegneremo alla giustizia i responsabili di questo gesto atroce, non c’è spazio per l’odio e l’intolleranza nella società israeliana.”

Anche il Presidente Rivlin, che ha incontrato il responsabile dell’Ordine di San Benedetto in Israele Padre Gregory Collins, è intervenuto sulla vicenda condannando l’attacco:

“Sono shockato e intristito dalla notizia dell’incendio nella chiesa di Tabgha. Questa terribile profanazione di un luogo di preghiera così antico è un attacco alle fondamenta dello Stato d’Israele. Qui persone di fedi diverse cercano di vivere insieme in armonia e nel rispetto reciproco. Faremo il possibile per portare i responsabili davanti a un giudice.”

Fortunatamente la chiesa non ha subito gravi danni e solo due persone sono rimaste lievemente ferite. I graffiti riportavano una citazione presa dalla liturgia ebraica, “i falsi dei saranno eliminati”. Gli splendidi mosaici del quinto secolo presenti all’interno sono rimasti illesi.

Gli esponenti di tutto il mondo politico israeliano si sono uniti al coro di condanna nei confronti degli estremisti. Il Ministro per la Pubblica Sicurezza ha promesso che “non permetterà a nessuno di minare la coesistenza fra le diverse fedi in Israele”; Avigdor Liberman ha definito gli autori dell’azione “degli idioti senza rispetto, dei terroristi che danneggiano lo Stato d’Israele”.

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