Cassino, monumento parà tedeschi: annullata inaugurazione

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Cassino, monumento parà tedeschi: annullata inaugurazione

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A Cassino è stato eretto un monumento in memoria di soldati e paracadutisti tedeschi, la cui inaugurazione era prevista per ieri (18 marzo). Le polemiche suscitate dalla stele commemorativa; realizzata nella grotta Foltin, dove nel corso della Seconda Guerra Mondiale venne installato il comando tedesco del capitano Ferdinand Foltin, hanno portato all’annullamento del taglio del nastro.

Le condanne sono arrivate prima dall’Anpi e poi dalla Regione Lazio, il cui presidente Nicola Zingaretti ha stigmatizzato un episodio che non poteva verificarsi a Cassino, città alla quale nel febbraio del 1949 fu assegnata la Medaglia d’oro al valor militare l’eroismo della popolazione e per la sua attività nella lotta al nazifascimo.

Nella motivazione dell’onorificenza si legge:

“Per lunghi mesi tra il 1943 ed il 1944, segnava il tormentato limite, fatto di sangue e di rovina, della più aspra e lunga lotta combattuta dagli eserciti sul suo suolo nel nome della libertà e della civiltà contro l’oppressione e la tirannide. Il suo aspro calvario, il suo lungo martirio, le sue immani rovine furono, nella passione del popolo per l’indipendenza e la libertà della Patria, come un altare di dolore per il trionfo della giustizia e della millenaria civiltà italica”.

All’inaugurazione avrebbero dovuto partecipare il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, l’abate di Montecassino, Donato Ogliari, e il generale Hans-Werner Fritz, presidente della Confederazione tedesca paracadutisti.

Le polemiche, come detto però, hanno fatto fare retromarcia e hanno spinto il sindaco D’Alessandro a prendere le distanze:

“Ricordando la distruzione della nostra città ho definito il 15 marzo un olocausto per la nostra comunità. Quindi qualsiasi iniziativa che possa turbare la memoria e la sensibilità della nostra città, deve essere sospesa. Cassino è città della pace. Il ricordo per chi ha perso la vita in questa terra per la nostra libertà e quella dei nostri figli, deve unire e non provocare divisione”.

Come spesso accade in Italia, però, ci soffermiamo a discutere più sulle polemiche che sul fatto in sé.

E allora facciamo un passo indietro: perché è stato dedicato un monumento a soldati che erano venuti nel nostro paese per conquistarlo?

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