Belgio: “Gli ebrei vivono una tregua che si regge su un filo sottilissimo”

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Joseph Castelnuovo
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Antisemitismo

Belgio: “Gli ebrei vivono una tregua che si regge su un filo sottilissimo”

Continua la nostra rubrica sui giovani europei di fede ebraica, oggi ci troviamo in Belgio, il giovane che abbiamo deciso di intervistare si chiama Neil R., 21 anni, è nato e cresciuto ad Anversa, capitale fiamminga del Belgio, e da pochi mesi ha deciso di trasferirsi in Israele.

Ciao Neil, grazie di aver accettato questa intervista, la prima cosa che penso sia interessante sapere da te è perché hai deciso di trasferirti in Israele? La situazione in Belgio è cosi impossibile per gli ebrei da spingerti ad emigrare?

…(ride)… no assolutamente no, io come tanti giovani ebrei del mondo ho deciso di trasferirmi perché credo in questo Stato, perché amo la sua democrazia, perché qui mi sento a casa, l’ho fatto per ideali, perché ti posso dire senza alcun problema che si, io sono un sionista.

Perfetto, ma qual è la situazione degli ebrei in Belgio?

Ho vissuto ad Anversa per la mia intera vita e vi posso dire che la situazione rispetto ad altri paesi europei non è così tragica qui, possiamo ancora girare con la kippah (il copricapo degli ebrei osservanti) senza problemi a condizioni che non entriamo in determinate zone della città.

Come sarebbe senza entrare in alcune zone della città?

Ciò che intendo dire è che ci sono zone della città che sono popolate da islamici radicali, e c’è la consapevolezza da parte di noi ebrei che entrare in quelle zone vuol dire mettere in pericolo se stessi.

E le istituzioni lasciano che tutto proceda così? Nessuno si mobilità per permettervi l’accesso in ogni punto della città?

Istituzioni? Le stesse che ci hanno protetto nell’attentato di Bruxelles? Quelle che hanno abbandonato gli ebrei in balìa di sé stessi? Le autorità e le istituzioni sono completamente assenti, come si dice occhio non vede cuore non duole, ci lasciano a noi stessi, e non solo qui in Belgio, ma in tutta Europa, guardate i francesi! Mentre le telecamere erano accese, quasi litigavano per chi dimostrava più affetto alla comunità ebraica, poi una volta spente le telecamere, li hanno lasciati soli, ancora una volta.

Allora la situazione non è tranquilla come dicevi prima?

Diciamo che è una tregua che si regge su un filo sottilissimo e che basta un niente per scatenare il putiferio.

Cosa pensi quindi di quanto detto da Nethanyahu agli ebrei europei?

Penso che abbia detto cose giuste al momento giusto, perché aspettare di subire dell’altro, perché aspettare un altro HyperCacher, un’altra Tolosa, un altro Bruxelles? No, noi ebrei non siamo e non saremo mai tranquilli qui in Belgio o in Europa, dobbiamo andare nell’unico posto al mondo che ci garantisce la tranquillità e la libertà di culto: Israele.

Grazie Neil del tuo parere, in bocca al lupo per la tua nuova vita in Israele.

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