Attivisti palestinesi cancellano murales con il simbolo del movimento LGBT

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Mario Del MonteEditor
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Israele

Attivisti palestinesi cancellano murales con il simbolo del movimento LGBT

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Alcuni dimostranti palestinesi hanno coperto un murales dipinto sulla barriera di sicurezza della West Bank perché raffigurante la bandiera arcobaleno simbolo del movimento per i diritti degli omosessuali. L’autore, Khaled Jarrar, aveva realizzato l’opera per celebrare la legalizzazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti.

L’omosessualità è ancora un tabù nella società palestinese dove i gay non vengono tollerati e i manifestanti hanno deciso di ridipingere la barriera per nascondere il murales solo poche ore dopo che era stato completato. L’opera si trovava nella sezione più fotografata dai media internazionali della barriera di sicurezza, a pochi metri dai ritratti di Yasser Arafat e altri leader palestinesi.

L’artista, che ha esibito le sue composizioni in Europa e negli Stati Uniti, ha dichiarato alla Associated Press che la rimozione del murales riflette l’intolleranza e l’assenza di libertà della società palestinese.

Ad oggi è ancora in vigore nella West Bank una legge giordana del 1951 che bandisce l’omosessualità. Una legge simile è presente a Gaza dal 1936, anno in cui la imposero le autorità britanniche. Israele al contrario è uno degli Stati più gay-friendly del mondo, una piccola oasi nel Medio Oriente dove l’omosessualità è bandita e in alcuni casi perseguita con la pena di morte. Più di centomila persone hanno partecipato al Gay Pride di Tel-Aviv che si è svolto a inizio Giugno. Inoltre in Israele gli omosessuali sono liberi di dichiarare il loro orientamento sessuale durante il servizio militare e alcuni parlamentari hanno coraggiosamente fatto outing.

Ufficialmente non esiste nessun matrimonio gay in Israele, principalmente perché nello Stato ebraico non esiste il rito civile e tutte le unioni vengono celebrate sotto l’egida del rabbinato d’Israele, lo Stato però riconosce la legittimità per quelle coppie che si sono sposate all’estero.

Nel resto del Medio Oriente simili diritti per gli omosessuali sono un miraggio: gay e lesbiche sono costretti a nascondere le loro identità sopratutto a causa della pervasività della religione nella società con le sue strette norme culturali. In Iran, Mauritania, Arabia Saudita, Yemen e Sudan qualsiasi rapporto sessuale con persone dello stesso sesso è punito con la morte.

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