Attentato in una sinagoga di San Diego, un morto e tre feriti

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Antisemitismo

Attentato in una sinagoga di San Diego, un morto e tre feriti

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Si allunga la scia degli attentati antisemiti nel mondo. Questa è la volta di San Diego, California, dove un ragazzo ha aperto il fuoco all’interno di una sinagoga, uccidendo una donna e ferendone tre: il rabbino Ysroel Goldstein e due israeliani, una bambina e suo zio che vivono da anni negli Usa e provengono da Sderot, città al confine fra Israele e Gaza più volte nel mirino dei terroristi di Hamas.  

L’attentato antisemita è avvenuto sabato alle 11.30 ore locali (20.30 in Italia) a Poway, dove il 19enne John Earnest, armato con un fucile d’assalto Ar, vestito con abiti militari e un elmetto, è entrato nella sinagoga e ha sparato sulla folla, urlando frasi antisemite: il grave episodio è avvenuto mentre i presenti erano riuniti per le celebrazioni di Pesach, la Pasqua ebraica.

Il responsabile è prima riuscito a scappare e poi stato arrestato dalla polizia. Secondo gli investigatori poche ore prima dell’attentato, John Earnest aveva pubblicato online un manifesto nel quale si definiva “suprematista bianco” e “anti semita”, annunciando di voler uccidere degli ebrei.

Nel documento, secondo il Washington Post, Earnest aveva rivendicato di aver appiccato un incendio ad una moschea di Escondido, avvenuto il mese scorso a poche miglia di distanza dalla sinagoga.

Il presidente americano, Donald Trump, ha definito l’attentato di San Diego un “crimine d’odio” esprimendo la propria solidarietà: “Condanniamo con forza il male dell’antisemitismo e l’odio, che devono essere sconfitti”.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito l’accaduto “un colpo inferto al cuore del popolo ebraico”, sostenendo che “la comunità internazionale deve rafforzare gli sforzi nella lotta all’antisemitismo”.

L’attentato di San Diego porta la mente all’ottobre 2018, quando un uomo ha sparato all’interno di sinagoga Tree of life di Pittsburgh, uccidendo 11 persone, che secondo il Centro Simon Wiesenthal è stato il peggior atto di antisemitismo dell’anno.

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