Antisemitismo 2018, i dieci peggiori atti secondo il Centro Simon Wiesenthal

Redazione
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Antisemitismo 2018, i dieci peggiori atti secondo il Centro Simon Wiesenthal

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Il Centro Simon Wiesenthal ha stilato la lista dei dieci peggiori atti di antisemitismo del 2018. L’organizzazione per i diritti umani negli Stati Uniti ha inserito attentati, personaggi politici, società e tutti coloro che hanno mostrato avversione fisica e non verso gli ebrei:

  1. L’attentato compiuto da Robert Bowers contro la sinagoga di “ L’albero della Vita” di Pittsburgh, in cui sono stati uccise 11 persone e ne sono state ferite 6. Attentato che è stato organizzato da un convertito all’Islam e appartenente all’Isis, Damon Joseph;
  2. Louis Farrakhan, “l’estremista afro-americano islamista” per il suo discorso tenuto nello scorso ottobre a Detroit:

“Non sono arrabbiato con te perché sei uno stupido … quindi quando parlano di Farrakhan e mi chiamano un odiatore, tu fai quello che fanno tutti: mi chiami antisemita … Alt, io sono un anti-termiti”;

  1. I campus negli Usa a causa degli “allarmanti attacchi antisemitici” avvenuti all’interno dopo i tragici fatti di Pittsburgh. Svastiche, manifesti e graffiti contro gli ebrei sono stati affitti presso la Duke University, il Teachers College della Columbia University, la Penn State, la Cornell University, i campus della University of California a Berkeley e Davis, e gli atenei Vassar e Marist;
  2. Jeremy Corbyn, leader del partito laburista britannico a causa della sua avversione contro gli ebrei che ne mette a repentaglio la vita nel Regno Unito;
  3. L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro (UNRWA) a causa del suo sostegno ad Hamas, che ne controlla il sindacato degli insegnanti seminando odio e intolleranza, atti a promuovere attentati contro lo Stato d’Israele;
  4. La società statunitense Airbnb che nell’ottobre scorso ha escluso la possibilità di affittare 200 alloggi nelle comunità israeliane nella West Bank;
  5. La Banca tedesca per l’economia sociale per il suo sostegno a la “Jewish Voice for Peace”, sostenitrice della delegittimazione e del boicottaggio di Israele, che nel 2017 ha ospitato il terrorista palestinese Rasmea Odeh, responsabile della morte di due studenti dell’Università ebraica nell’attentato a un supermercato di Gerusalemme del 1969;
  6. Il vescovo Gayle Harris a causa delle sue affermazioni sulle politiche di difesa e sicurezza di Israele, che poi si sono rivelate false (aveva sostenuto di aver visto un soldato israeliano mentre arrestava un bambino arabo di tre anni sul Monte del Tempio di Gerusalemme e mentre uccideva un palestinese di 15 anni colpendolo alla schiena);
  7. Lo svedese Karolinska Institute a causa della sua discriminazione sistematica nei confronti di tre medici ebrei. L’istituto, in cui ogni anno viene annunciato il premio Nobel per la medicina, ha impedito ai tre di aiutare i loro pazienti e ha ostacolato la loro ricerca.
  8. Roger Waters, ex co-fondatore della band britannica Pink Floyd, per il suo sostegno incondizionato al BDS.
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