Fallito attentato a Cipro, Israele accusa l’Iran

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Un attacco terroristico contro uomini d’affari israeliani è stato sventato a Nicosia, dove lo scorso 27 settembre la polizia ha arrestato un uomo azero-russo. L’episodio è stato reso noto nella giornata di ieri, diventata sempre più convulsa dopo le dichiarazioni della polizia cipriota e quelle di esponenti di spicco del governo di Gerusalemme.

Il capo della polizia cipriota Stelios Papatheodorou ha detto ai giornalisti:

“Un uomo in possesso di una pistola è stato arrestato. È un caso molto delicato, per cui è stata richiesta la custodia cautelare.”

Israele è convinta che dietro il fallito attentato ci sia il governo di Teheran. In proposito il portavoce del primo ministro Naftali Bennett, Matan Sidi, ha scritto in una nota:

“Questo è stato un incidente terroristico diretto dall’Iran contro uomini d’affari israeliani che vivono a Cipro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro della Difesa Benny Gantz ha dichiarato:

“L’Iran continua a essere una minaccia globale e regionale e una sfida per Israele, e continueremo ad agire per difendere i nostri cittadini e la sicurezza dello Stato di Israele ovunque e contro ogni minaccia”.

Israele ha rassicurato tutti i suoi imprenditori che girano il mondo tramite il ministro degli Esteri Yair Lapid che ha dichiarato:

“Gli uomini d’affari israeliani continueranno a viaggiare per il mondo. Devono stare attenti e ascoltare le istruzioni, ma Israele può e sa come proteggere i suoi cittadini”.

Cosa si sa sull’uomo arrestato dalla polizia di Nicosia?

È un azero in possesso di un passaporto russo, tra i 38 e i 39 anni, che dal nord di Cipro, controllato dai turchi, e arrivato nella parte meridionale dell’isola. Uomo che aveva noleggiato due auto, in una delle quali le forze di polizia hanno rinvenuto un silenziatore.

L’Iran continua a minacciare Israele in diversi parti del mondo. La grandezza dello Stato ebraico sta nella difesa e nella volontà di non far sentire soli i propri cittadini, ovunque si trovino.

Perché per Israele, ogni suo cittadino e come un figlio.

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