Antisemitismo, la Figc apre inchiesta sui tifosi della Lazio

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Antisemitismo, la Figc apre inchiesta sui tifosi della Lazio

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AntisemitismoLazio. Nuovo capitolo e nuova inchiesta aperta dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio per quanto accaduto domenica scorsa durante la partita fra il club biancoceleste e il Cagliari, in cui alcuni tifosi di casa hanno attaccato adesivi antisemiti sugli spalti della Curva Sud, fra i quali: Anna Frank con la maglia della Roma, la scritta giallorosso ebreo e romanista Aronne Piperno, il noto personaggio di religione ebraica del film “Il marchese del Grillo” interpretato da Alberto Sordi.Insulti antisemiti che erano accompagnati anche da altri nei confronti dei rivali cittadini che recitava: “Romanista frocio”.

Curva sud, abitualmente cuore del tifo giallorosso, che era occupata dai sostenitori biancocelesti visto che la curva di appartenenza – la Nord – era squalificata dopo gli insulti razzisti rivolti a due giocatori di colore del Sassuolo nella gara del primo ottobre scorso, che aveva portato al cartellino rosso per i match contro Cagliari e Udinese (5 novembre). Da lì la scelta della società del presidente Claudio Lotito di consentire agli abbonati della Curva Nord di acquistare online un biglietto per la partita di domenica scorsa al prezzo simbolico di 1 euro, aderendo così a “We Fight Racism”, la campagna contro il razzismo. La scelta della Lazio è maturata dopo aver interpellato Lega e Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. L’episodio controverso è all’esame della procura della Federcalcio.

Come è stato possibile che gli abbonati di un settore squalificato dello stadio abbiano potuto accedere con l’avallo della Lazio e delle “istituzioni”? La domanda, probabilmente, non avrà alcuna risposta e cadrà in quel dimenticatoio tutto italiano coperto da una coltre di polvere e falso buonismo.

In queste ore, Claudio Lotito, accompagnato dal portavoce Arturo Diaconale e dai calciatori Felipe Anderson e Wallace, visiterà la sinagoga Maggiore di Roma per deporre una corona di fiori in memoria degli ebrei deportati nei campi di sterminio.

Un gesto per rispondere a un episodio che ha messo in cattiva luce la Lazio e il calcio italiano. Gesto che però diventerà di facciata se non si farà nulla per combattere veramente l’antisemitismo negli stadi.

E qui nasce la domanda più importante: si vuole veramente debellare la piaga dell’antisemitismo dal calcio italiano?

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