Post antisemita del vicecommissario dei vigili di Seregno: “Milanisti ebrei”

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Post antisemita del vicecommissario dei vigili di Seregno: “Milanisti ebrei”

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L’Inter vince il derby di Coppa Italia contro il Milan e vola in finale contro la Juventus. Come è normale, scoppia l’euforia dei tifosi nerazzurri, che in un sol colpo battono i rivali cittadini e conquistano l’ultimo atto di una competizione.

Peccato che tra i tifosi dell’Inter ce ne sia uno, i cui festeggiamenti hanno travalicato l’odio razziale e l’antisemitismo: un ufficiale della polizia di Seregno (Monza e Brianza), il vice commissario Massimo Vergani.

Il rappresentate delle forze dell’ordine ha scritto sul proprio profilo Facebook:

“Risultato netto, pulito, dominante!!! Finalmente si ritorna nella nostra posizione naturale di dominio sugli ebrei. Inutile ricordare che Milano siamo ancora una volta, solo noi!!! P.S. facciamola una telecronaca imparziale ogni tanto, giusto per provare qualcosa di nuovo #Inter #amala #finale #rossoneriebrei #merde #zozzoneri”.

Antisemitismo-inter-milan-ebrei

Dove ebrei sta per milanisti.

Ma non solo, perché Vergani ha provato a buttarla in calcio d’angolo dopo le normali polemiche il suo post aveva scaturito:

“Sono abbastanza colorito quando si parla dell’Inter, perché per me non è soltanto una squadra di calcio ma uno stile di vita. La sottocultura ultras sa benissimo che affiancare il soprannome ebrei ai milanisti non c’entra nulla con l’antisemitismo, con la Shoah e con la storia, ma è soltanto dispregiativo, cioè persone poco affidabili”.

Una pezza, se possibile, quasi peggiore del buco.

Andiamo con ordine.

Già che un ufficiale di polizia non sappia rappresentare il corpo del quale fa parte non rende giustizia alle intere forze dell’ordine.

In più, a Vergani andrebbe ricordato che il termine “ebreo” ha a che fare anche con la Shoah e l’antisemitismo e che soprattutto il suo utilizzo non è un dispregiativo.

Ma ancora, dicendo che gli ebrei sono “persone poco affidabili” attinge una falsa narrativa tipica dell’antisemitismo. Il tutto senza rendersene conto.

Almeno non abbiamo assistito al solito repertorio “ho tanti amici ebrei. I miei nonni ne hanno salvati tanti durante la guerra”.

Una magra consolazione, ma tant’è…

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