L’antisemitismo non smette di spaventare la Francia

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L’antisemitismo non smette di spaventare la Francia

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L’antisemitismo non smette di attanagliare a Francia. Nella notte tra venerdì e sabato scorso, infatti, è stata profanata la stele commemorativa della vecchia sinagoga nel centro di Strasburgo, in cui solo pochi giorni prima erano toccata la stessa sorte ad alcune tombe ebraiche (su cui erano state disegnate delle svastiche).

La stele venne posta in ricordo dell’incendio appiccato dai nazisti il 30 settembre 1940 all’antico tempio ebraico. A segnalare alla polizia l’atto di antisemitismo è stato un passante.

Alain Fontanel, primo vice sindaco di Strasburgo, ha scritto sulla sua pagina Facebook:

“È evidente nuovo atto di antisemitismo nella nostra città. Facciamo tutto il possibile insieme alle forze di polizia perché i responsabili siano arrestati”.

La situazione per gli ebrei francesi è ormai divenuta insostenibile. Più volte abbiamo scritto che negli ultimi dieci anni la paura per la propria vita ha costretto molti ad abbandonare il paese.

Negli ultimi due anni, i casi di antisemitismo hanno riempito le cronache dei giorni transalpini. Omicidi, atti di vandalismo contro anziani, giovani, bambini: nessuno è stato risparmiato dall’odio antiebraico.

Il problema è che questa piaga non ha colpito solo la Francia, ma molti paesi europei, specialmente la Germania.

Francia e Germania che dovrebbero essere i paesi che guidano l’Europa, accompagnati dal Regno Unito, dove il partito Laburista non ha mai smesso di puntare il dito contro gli ebrei.

In sostanza i paesi che dovrebbero trainate il Vecchio Continente fuori dalla crisi sono gli stessi dove l’antisemitismo sta trovando linfa vitale.

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