L’antisemitismo andato in scena al Carnevale di Aalst

Avatar
Redazione
-
News

L’antisemitismo andato in scena al Carnevale di Aalst

News
Avatar
Redazione

L’antisemitismo torna a infettare il Carnevale di Aalst, città belga situata nella provincia delle Fiandre Orientali. Come nell’edizione 2019, anche in quella del 2020 l’odio contro gli ebrei ha caratterizzato la parata in occasione del Carnevale.

Ma c’è di più, perché gli organizzatori, oltre ai pupazzi e alla caricature con eloquenti stereotipi antisemiti, hanno fatto in modo che sfilassero anche persone in carne e ossa con nasi adunchi e borse piene di denaro: pregiudizi cari nel Medio Evo e cavalcati dalla macchina di morte nazista.

Lo scorso anno venne fatto sfilare un carro con due pupazzi giganti raffiguranti degli ebrei ortodossi con il naso adunco con ai piedi dei sacchi di soldi: uno, con in bocca un sigaro e un altro intento a chiedere l’elemosina con la mano destra.

Quest’anno persone in carne e ossa vestiti da ebrei ortodossi inscenino anche un balletto, che si usa fare in alcune festività ebraiche (clicca qui per vedere il video).

Dal 2010 al 2019 il Carnevale di Aalst è stato patrimonio dell’Unesco, che pochi mesi fa ha deciso di togliere la sfilata dalla propria lista dopo il chiaro stampo antisemita della manifestazione dello scorso anno.

La decisione dell’Unesco era stata salutata con favore, ma allo stesso tempo non era “garanzia per un carnevale senza odio”, come aveva ammonito Shimon Samuels, direttore delle relazioni internazionali del Simon Wiesenthal Center.

L’antisemitismo inscenato al Carnevale di Aalst è lo specchio dell’odio antiebraico che si respira attualmente in Europa.

Nel 2020, c’è chi ancora crede che tutti gli ebrei siano avidi e assetati di soldi. Probabilmente ce ne sono alcuni, come ce ne saranno in altre culture e altre religioni.

Ma un contro è affermare questo e un altro è puntare il dito contro un’intera popolazione. L’antisemitismo in Europa (e altrove) è vivo più che mai, anche quando non si vede. Se per anni si è avuta la sensazione che non ci fosse, era esclusivamente perché si era nascosto bene e non voleva dare manifestazione di sé e avere pubblicità.

  • Progetto Dreyfus su Instagram

  • FOLLOW US