Antisemitismo in Brasile, aggredito uomo con la kippah

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L’antisemitismo trova a casa anche in Brasile. Dopo numerosi paesi sparsi nel mondo, l’odio antiebraico si è manifestato anche a Jaguariuna, nello Stato di San Paolo, dove un uomo è stato aggredito perché indossava la kippah (copricapo ebraico).

A renderlo noto è stata la stessa vittima che ha racconto quanto accaduto il 27 febbraio scorso ai media locali. Secondo la ricostruzione del 57enne, convertito all’ebraismo nel 1990, quella subita è stata un’aggressione fulminea:

“È stato tutto molto veloce. Quando ho visto il primo aggressore, uno di loro mi ha subito bloccato in mezzo alla strada. Un altro mi ha poi dato un calcio nei testicoli, dopo avermi afferrato per il collo. Quando mi sono inginocchiato per il dolore, sono stato colpito da un pugno in pieno volto. Si sono rotti alcuni denti e la protesi dentale, causandomi una ferita in bocca”.

Il tutto (ovviamente condito) con un ripasso di storia moderna che non può mancare in chi si abbevera di odio e antisemitismo: “Mi hanno detto che Hitler avrebbe dovuto uccidere più ebrei”.

L’uomo, che ha vissuto anche in Germania e nei Paesi Bassi, ha continuato:

“La mia kippah è caduta per terra. Poi mi hanno detto che sarebbe stato peggio per me se l’avessi indossata di nuovo. Sono rimasto a terra sanguinante”.

Un’aggressione che va approfondita quella andata in scena a Jaguariuna, dove non c’è neanche una sinagoga.

Aggressione che è stata commentata così dalla Federazione ebraica di San Paolo:

“Questo è un grave atto di antisemitismo e di razzismo nella nostra società. Stiamo lavorando per far luce sul caso e renderlo esemplare nella lotta contro la discriminazione, il razzismo e l’antisemitismo”.

L’antisemitismo è una piaga sociale che sta infettando vari paesi e città, anche dove la presenza ebraica è tutt’altro che numerosa.

Se gli ebrei danno fastidio anche quando non ci sono…

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