Abbas medita di terminare la cooperazione di sicurezza con Israele, quali rischi?

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Mario Del MonteEditor
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Abbas medita di terminare la cooperazione di sicurezza con Israele, quali rischi?

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Come prevedibile, il Presidente dell’ANP Abbas ha tempestivamente commentato in maniera velenosa la vittoria elettorale di Netanyahu. A prescindere dal fatto che i commenti velenosi sarebbero arrivati contro qualunque partito avesse vinto le elezioni, per Abbas Netanyahu è il nemico numero uno e non ha mai fatto nulla per nascondere questo sentimento.

“Non c’è nessuna serietà da parte di Israele nel raggiungere una soluzione politica che porti alla formazione di uno Stato palestinese” è stato il commento del leader dell’Autorità Nazionale Palestinese due ore dopo i risultati finali. Quando gli è stato chiesto un parere sulla dichiarazione di Netanyahu per cui uno Stato palestinese non sorgerà durante il suo mandato, Abbas ha glissato con “per quanto una dichiarazione del genere mi preoccupi, non è nulla di nuovo.” Nel giorno in cui il Consiglio Esecutivo dell’OLP si raduna per discutere sul tema della cooperazione nel campo della sicurezza con Israele non è chiaro se Abbas volesse intendere che questa cooperazione terminerà presto.

La prossima mossa dei palestinesi è stata annunciata dal capo negoziatore dell’OLP Saeb Erekat che martedì ha dichiarato che l’ANP spingerà per arrivare il prima possibile alla denuncia presso la Corte Penale Internazionale. Inoltre sembra che Abbas voglia sfruttare i problemi tra Netanyahu e Obama per presentare di nuovo una risoluzione al Consiglio di Sicurezza ONU per il riconoscimento dello Stato palestinese sperando di non incorrere nel veto americano.

In realtà però il vero grattacapo per Netanyahu non sono i continui passi unilaterali da parte dell’ANP ma il trasferimento delle tasse all’organizzazione di Abbas e la cooperazione per la sicurezza in West Bank. In pratica se il governo israeliano non trasferirà i fondi all’ANP questa terminerà la cooperazione. E’ bene ricordare che il trasferimento delle tasse all’ANP è sancito negli Accordi di Oslo ed  è stato congelato nel momento in cui l’organizzazione di Abbas ha scelto di violare il patto ricorrendo ad alcune azioni unilaterali. Quali sarebbero però le conseguenze dello stop alla cooperazione per la sicurezza? Innanzitutto i supporter di Hamas o della Jihad Islamica potrebbero agire senza alcuna misura preventiva da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese. Inoltre la polizia palestinese, che spesso fa in modo che i soldati israeliani non intervengano sulla popolazione araba della West Bank, non sarebbe più operativa con un elevato rischio di scontri e incidenti che potrebbero provocare un escalation dagli esiti catastrofici.

Ora che la campagna elettorale è finita Netanyahu ha sicuramente la mani più libere e può sbloccare i fondi ma questo significherebbe perdere un’arma diplomatica di primaria importanza. Il Primo Ministro israeliano ha infatti più volte dichiarato che Israele tratterrà le tasse finché Abbas non rinuncerà alla denuncia presso la Corte Penale Internazionale. Per ora la riunione del Consiglio Esecutivo dell’OLP non ha ancora espresso la volontà di terminare la cooperazione e questo può voler dire che prima di prendere una decisione così importante hanno intenzione di valutare accuratamente quali siano le intenzioni di Netanyahu e quale delle tante facce mostrate da Bibi nel corso degli anni si troveranno ad affrontare. Sarà quello più nazionalista e rissoso della campagna elettorale o quello che aveva offerto tramite Yitzhak Molcho un accordo ancora più generoso del Piano Olmert?

Nel frattempo Egitto e Giordania osservano con attenzione l’evolversi della situazione. Nuove ondate di tensione in West Bank sarebbero un problema per entrambi gli Stati occupati nella guerra allo Stato Islamico e sperano di convincere Netanyahu a far sì che almeno per un paio di mesi ci sia una condizione di tranquillità. Inoltre Stati Uniti e Unione Europea hanno annunciato che se non ci saranno passi in avanti concreti verso la formazione di uno Stato palestinese prenderanno provvedimenti che colpiranno l’economia israeliana. Tutto questo influenzerà Netanyahu? Probabilmente no, ma sicuramente incoraggerà i palestinesi ad intensificare sia l’offensiva diplomatica sia le proteste popolari contro Israele. Jibril Rajoub, segretario generale del Comitato Centrale di Fatah, ha accolto con un sorriso il risultato delle elezioni israeliane: “Sarà un male per gli israeliani, indipendentemente da chi governa ci sarà uno Stato palestinese e se Netanyahu continuerà con le sue politiche altri conflitti saranno inevitabili. La coordinazione di sicurezza dipende solo ed esclusivamente dall’instaurazione di uno Stato palestinese, tutte le questioni dipendono dall’instaurazione di uno Stato palestinese. Solo questo influenza le relazioni fra Israele e ANP.”

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