Un arabo mi ha salvatola vita

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Un arabo mi ha salvatola vita

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Era sulla strada 444 vicino all’entrata della città di Taiba, Moshe, l’israeliano che sabato sera è stato attaccato da un gruppo di arabi mentre era al semaforo; all’improvviso un groppo di giovani ha iniziato a pronunciare parole che Moshe non capiva, perché non parla arabo, quando ad un tratto i ragazzi lo hanno attaccato tirandogli pietre e tentando di dare fuoco alla vettura.

I vigili del fuoco spengono la macchina di Moshe in fiamme

Quando le fiamme avevano preso e l’auto rischiava di esplodere da un momento all’altro, Moshe si è sentito tirare fuori dalla macchina dalla parte del passeggero e in pochi secondi si è ritrovato in un altra auto, quella di un arabo che viaggiava con i propri figli. “Mi ha salvato la vita, ero spaventato e non sapevo cosa fare. Voglio solo ringraziare infinitamente l’uomo che mi ha salvato”, ha dichiarato poi il guidatore, anche se poi ha aggiunto che non sa se ritornerà in una città araba, perché i pericoli purtroppo esistono.

Quello che forse non sa l’uomo arabo, è che sabato non ha salvato soltanto Moshe, ma anche il buon nome dei suoi concittadini, con la dimostrazione che la speranza nelle persone per bene non deve mai affievolirsi.

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