Terrorismo islamico, foreign fighter di origine italiana condannato a 5 anni

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Terrorismo islamico, foreign fighter di origine italiana condannato a 5 anni

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La Corte d’Assise di Chieti ha condannato a cinque anni di reclusione Stefano Costantini, 25enne ritenuto un foreign fighter e accusato di far parte di Jahbat Al Nusra, l’organizzazione terroristica facente capo ad Al Qaeda in Siria.

Nato in Svizzera da genitori abruzzesi, Costantini venne arrestato nella città turca di Hatay nel 2021, dopo esser stato individuato a Idlib, che si trova nel nord-ovest del paese ed è situata vicino al confine con la Turchia, nei pressi dell’antica città archeologica di Ebla.

Il pubblico ministero Simonetta Ciccarelli ha così commentato la condanna:

“È stata riconosciuta la validità dell’impianto accusatorio che era stato improntato. Mi sembra anche corretta giuridicamente da come il Tribunale ha configurato i fatti. Siamo soddisfatti di un lavoro che parte da molto lontano, da svariati anni, quindi anche da colleghi che mi hanno preceduto, con collaborazioni internazionali con altre procure europee. Un bel lavoro, siamo contenti del riconoscimento al di là della vicenda umana che è sempre dolorosa”.

Il legale di Costantini, Massimo Solari, si è detto fiducioso del buon esito della vicenda, nonostante il primo processo abbia ritenuto il suo assistito colpevole:

“La condanna è stata molto mite rispetto alle accuse, quindi vuol dire che la questione si è ridimensionata tantissimo, contiamo di azzerarla in secondo grado a questo punto. Costruirò l’appello sulla mancanza assoluta degli elementi di prova che dimostrano la partecipazione di S. C. a gruppi terroristici”.

Costantini è sposato con quattro figli, rimasti in Turchia come rivelato dal questore di Pescara Luigi Liguori durante la conferenza stampa del suo arresto: “sono stati portati al sicuro” e sono rimasti in Turchia assieme alla madre.

Secondo una lista fatta anni fa, sarebbero circa 150 i foreign fighters italiani che hanno sposato la Jihad, alcuni dei quali sono morti, mentre altri hanno fatto perdere le loro tracce.

Quello dei foreign fighters è un argomento che trova sempre meno spazio sui nostri media, ma che invece andrebbe analizzato con estrema attenzione.

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