Alghero, il gestore di un bar espone la stella di David per protestare contro il Green Pass

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Alghero, il gestore di un bar espone la stella di David per protestare contro il Green Pass

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Facciamo un salto in avanti di due giorni e arriviamo al 6 agosto, giorno in cui in Italia sarà obbligatorio avere il Green Pass per accedere nei locali pubblici.

C’è una persona che non ha il certificato, perché non ha fatto il vaccino oppure non ha con sé la prova di aver fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti, e vuole entrare in un bar o un ristorante. Viene fermato alla porta e gli viene negato l’accesso. Torna a casa, magari con qualche malumore, oppure si reca da un amico o un parente per passare del tempo insieme.

Dal 6 agosto 2021 torniamo indietro di decenni, precisamente prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, quando agli ebrei era negato l’accesso alle scuole, alle università e ai posti di lavoro.

Quando una stella gialla apposta sul petto comunicava agli altri di essere cittadini di Serie B. Quella stessa stella gialla che era il simbolo di una discriminazione razziale, che per milioni di persone ha significato la morte, chi nelle camere a gas, chi per non arrivarci.

L’assenza del Green Pass, quindi, nega la possibilità di recarsi nei locali pubblici.

La stella gialla negava tutti i diritti ed era il preludio di una morte assai probabile.

Una differenza netta, imbarazzante per chi deve sottolinearla. In termini molti prosaici, sarebbe come paragonare la Luna a una banana oppure il mare a una noce di cocco. Cose imparagonabili, che però la deriva sociale, accentuata dalla pandemia, sta accomunando.

Gli episodi sono – senza alcune spiegazione logica – tanti. Ultimo in ordine di tempo è accaduto ad Alghero, dove un esercente ha affisso fuori al bar un cartello: due divieti stradali coi colori della città – il giallo e il rosso – che formano una stella di David al centro di cui è scritto: “No green pass”. Sopra un’altra scritta che recita: “Ieri oggi domani entreranno sempre tutti”.

Un cartellone ignobile, che precede le parole dello stesso esercente, la cui confusione sul Green Pass dovrebbe far rabbrividire:

“A suo tempo il divieto di ingresso nei locali pubblici per gli ebrei fondava su convinzioni scientifiche sbagliate, li si riteneva un pericolo per la purezza della razza, ora siamo nuovamente di fronte a un’imposizione fondata su ragioni non scientificamente dimostrate. Da esercente e da cittadino sono contro il Green pass per ottenerlo occorre fare una cosa che non è obbligatoria, ma averlo è obbligatorio per entrare negli esercizi pubblici”.

La “cosa che non è obbligatoria”, secondo l’esercente è il vaccino. Peccato che come detto prima, il Green Pass sarà concesso anche a coloro che risulteranno negativi a un tampone al Covid-19. Questo Green Pass durerà 48 ore.

Tempo in cui, si potrà accedere dove si vuole. Un tempo che gli ebrei perseguitati dal nazismo non avevano. Perché venivano strappati dalle proprie case, per salire sui carri bestiame e starci per giorni e giorni, vivendo come animali, tra i propri escrementi e senza cibo.

Una volta giunti nei campi di sterminio, erano accolti da altri deportati, costretti a suonare per far vedere ai nuovi arrivati una realtà inesistente. Poi venivano divisi, chi era utile a fare qualcosa da una parte, chi dall’altra, finendo subito nelle camere a gas. Non c’era alcune possibilità di tornare a casa, nessuna possibilità di rivedere i propri cari.

Allora giudicare voi, se è possibile solo pensare al paragone tra il Green Pass e la stella gialla.

 

 

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