Stati Uniti: Vahidi, mandante della strage dell’AMIA, non sarà riabilitato davanti alla comunità internazionale

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Mario Del MonteEditor
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Stati Uniti: Vahidi, mandante della strage dell’AMIA, non sarà riabilitato davanti alla comunità internazionale

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Il mandato di cattura internazionale che pende sulla testa di Ahmad Vahidi, l’ex Ministro della Difesa iraniano ritenuto responsabile della strage dell’AMIA di Buenos Aires, non verrà annullato in seguito alla firma dell’accordo sul nucleare. Lo ha confermato il Dipartimento di Stato americano in seguito ad una lettera inviata dal Ministro degli Esteri argentino Hector Timerman in cui veniva chiesto l’attuale status del ricercato.

L’accordo infatti non include in alcun modo l’attentato al centro ebraico di Buenos Aires del 1994 tornato sulle prime pagine dei giornali dopo la misteriosa morte del procuratore Alberto Nisman. Inoltre il Dipartimento di Stato ha sollecitato la comunità internazionale e le autorità argentine a fare tutto il possibile per assicurare alla giustizia gli attentatori dell’AMIA. Insieme a Vahidi anche le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) resteranno sanzionate dagli Stati Uniti in quanto sono state inserite nella black list per motivi che esulano dall’accordo.

La lettera di Timerman era stata recapitata anche a Federica Mogherini, capo della diplomazia dell’Unione Europea, un atto che era stato interpretato dal Wall Street Journal come la volontà di inserire Vahidi tra gli ufficiali, scienziati e figure istituzionali che possono essere riabilitati a livello internazionale una volta ratificato il patto.

Per il Dipartimento di Stato Americano invece sanzioni secondarie rimarranno in piedi: questo significa che le banche e le aziende che fossero sorprese a intrattenere affari con individui inseriti nella black list incorrerebbero in sanzioni economiche.

La decisione di tenere Vahidi fuori dall’accordo è dovuta al fatto che l’ex generale ora in pensione non è stato inserito nella black list per attività legate alla proliferazione nucleare. Il mandato di arresto internazionale rimarrà in vigore per altri otto anni. Timerman aveva pubblicamente chiesto al Segretario di Stato americano John Kerry di includere l’attentato all’AMIA nei negoziati con l’Iran ma secondo alcune indiscrezioni nei colloqui l’argomento non sarebbe mai stato toccato.

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