Siria usa i gas tossici per uccidere i ribelli

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Medio Oriente

Siria usa i gas tossici per uccidere i ribelli

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La Siria ha utilizzato gas tossici per attaccare i ribelli. Nelle ultime ore l’esercito di Assad ha compiuto raid aerei su villaggi e ospedali, causando solo a Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, la morte di 72 persone, anche se gli attivisti ne contano almeno 100. Diverse centinaia sono i feriti.  

Secondo le testimonianze, i sintomi manifestati – che abbiamo deciso di non specificare – sono riconducibili all’uso di armi chimiche. In un primo momento Shaam, sito web vicino agli oppositori del regime, aveva parlato di bombe al cloro. Di diverso parere la Direzione sanità secondo cui a essere utilizzato per gli attacchi è stato il sarin, un gas vietato a livello internazionale.

Come sta reagendo la Comunità internazionale davanti a tanta spietatezza?

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha riferito che gli Stati uniti e l’organizzazione per il divieto delle armi chimiche stanno raccogliendo tutte le informazioni per accertare quanto accaduto: se fosse confermato l’attacco con gas tossici, si tratterebbe “chiaramente di un crimine di guerra”.

Altre indagini sono state avviate dalla Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Siria, che ha ricordato:

“L’uso di armi chimiche come gli attacchi deliberati contro strutture mediche equivale a crimini di guerra ed a gravi violazioni del diritto umanitario internazionale”.

Come sta reagendo il nostro paese?

Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha affermato che l’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza fissata per oggi alle 10 locali (le 16 in Italia) per:

“Condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità”.

Perché di crimine contro l’umanità si tratta.

Non importa chi sia stato a morire: uomini, donne o bambini.

Non importa di quale credo religioso o politico sia stato a morire.

Davanti alla morte, soprattutto causata da atroci brutalità, si è tutti uguali, senza alcuna distinzione. Ecco perché quello in Siria è un crimine contro l’umanità.

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