Shoah e Green Pass, l’ignobile paragone del leader dei no-vax di Torino

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Shoah e Green Pass, l’ignobile paragone del leader dei no-vax di Torino

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La cosa peggiore che possiamo fare davanti all’ignoranza è quella di abituarsi. Per questo non si può rimanere passivi all’ennesimo paragone tra la Shoah e le decisioni sanitarie che il governo sta prendendo per combattere la pandemia da Covid-19, fatto da Marco Liccione, leader dei No Green Pass torinese.

Liccione che su Facebook ha postato la foto di una famiglia ebraica con la stella gialla, accompagnandola con queste parole:

“La Storia si ripete cambia la modalità. Citazione di un ebreo ungherese dal documentario ‘Gli ultimi giorni’. Le persone si chiedono come mai non abbiamo fatto qualcosa… Non siamo fuggiti…non ci siamo nascosti. Beh…le cose non sono successe all’improvviso…le cose sono andate molto lentamente. Ogni volta che usciva una nuova legge o una nuova restrizione…dicevamo: “Beh…solo un’altra cosa…esploderà”. Quando abbiamo dovuto indossare la stella gialla per stare fuori…abbiamo iniziato a preoccuparci. Era troppo tardi! Svegliamoci prima che sarà* tardi!!!!!”.

La protesta davanti alla sede del Comune di Torino non è passata inosservata, soprattutto agli occhi della Comunità Ebraica locale, il cui presidente Dario Disegni ha affermato:

“Dobbiamo valutare con i nostri legali se ci sono gli estremi per sporgere una querela o un esposto, lo valuteremo. So che la Digos si è già mossa e che c’è un rapporto alla Procura, vedremo cosa succederà”.

Disegni ha aggiunto:

“Questo nuovo e vergognoso accostamento tra Green pass e crimini della Shoah non può che suscitare lo sdegno più profondo non solo della Comunità ebraica ma di tutta la società, che deve dire con forza basta a questi accostamenti inaccettabili. Le istituzioni, la società civile e il sistema scolastico rafforzino i programmi e l’insegnamento per far conoscere la reale tragedia della Shoah soprattutto alle giovani generazioni”.

Marco Liccione è solo l’ultimo discusso personaggio che si lancia in paragoni, che banalizzano la Shoah, una parte di storia che andrebbe presa come esempio di rispetto per le sue vittime.

 

*Non c’è alcun errore. Liccione ha scritto sarà e non sia.

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