Ron Prosor: “Le Nazioni Unite condannino gli attentati terroristici contro gli israeliani”

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Ron Prosor: “Le Nazioni Unite condannino gli attentati terroristici contro gli israeliani”

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L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Ron Prosor ha chiesto al Segretario Generale Ban Ki Moon una condanna ufficiale ai recenti attacchi terroristici effettuati dai palestinesi nei confronti di soldati e civili ebrei nella West Bank. Lo ha fatto attraverso una lettera in cui vengono descritti i nuovi metodi sfruttati dai terroristi che fanno leva sull’umanità del prossimo: nell’ultimo caso, avvenuto a Tapuach, un uomo si è avvicinato ad un poliziotto chiedendo dell’acqua e fingendo un malore per poi tentare di colpirlo con un coltello. Nuovi metodi che erano già stati sperimentati a Giugno quando Malachi Rosenfeld fu ucciso a colpi di arma da fuoco dopo essersi fermato ad aiutare un palestinese in difficoltà.

“Attacchi come questi sono ancora più oltraggiosi perché sfruttano il naturale desiderio umano di aiutare il prossimo in un momento di difficoltà. Sono atti che nessuno dovrebbe tollerare. Inoltre queste azioni non sono una minaccia solo per gli israeliani ma anche per quei palestinesi che hanno davvero bisogno di aiuto” ha spiegato l’ambasciatore nella lettera. Prosor poi ha chiesto al Segretario Generale di fare pressione sull’Autorità Nazionale Palestinese affinché condanni i responsabili e faccia di più per prevenire futuri attacchi. L’ambasciatore israeliano è andato ancora più a fondo denunciando il fatto che al momento l’ANP stipendia mensilmente i perpetratori di questi attentati che sono finiti nelle carceri israeliane.

Nelle ultime settimane una serie di attacchi ha scosso la West Bank: la maggior parte di essi sono stati realizzati con coltelli o altre armi bianche ma si è rivisto anche l’utilizzo di automobili lanciate a grande velocità contro gruppi di soldati. Dall’inizio di Agosto sono stati riportati già una decina di attentati, la maggior parte diretti nei confronti di militari, gli ufficiali di IDF hanno fatto sapere che una delle motivazioni dietro l’aumento delle violenze è il desiderio di vendetta per l’uccisione di un bambino palestinese di diciotto mesi e di suo padre in un attentato terroristico nel villaggio di Duma apparentemente effettuato da estremisti ebrei a fine Luglio.

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