L’ONU istituisce la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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L’ONU istituisce la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite è un organo istituito nel 1945 che si pone l’obiettivo di ristabilire la pace nelle zone in cui venisse a mancare e di promuovere soluzioni per le controversie fra Stati o popoli. Dunque l’ONU è una organizzazione che si pone al di sopra delle parti.

Tanto è vero, che oltre all’UNRWA, un organo che si occupa solamente dei profughi palestinesi, dopo decine e decine di risoluzioni contro Israele e dopo aver stabilito delle sedute regolari ed obbligatorie per monitorare l’operato dello Stato ebraico che viene ogni volta giudicato “sproporzionato” e che si macchia di “crimini di guerra”, oltre a tutto ciò ieri il Segretario Generale Ban Ki-moon ha istituito la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, che sarà celebrata da quest’anno ogni 24 novembre.

Certamente nel discorso del Segretario non sono mancate le condanne di circostanza contro i razzi sparati di Hamas contro la popolazione israeliana, ma anche stavolta non ha dimenticato di menzionare appunto la “sproporzione” con cui Israele ha reagito ed ha richiamato il governo di Gerusalemme alla responsabilità.

Poco importa comunque se la guerra a Gaza e finita da mesi e se ogni giorno in Israele stanno morendo civili israeliani per mano dei terroristi palestinesi che spesso non sono affatto legati a Hamas. In poche parole la bilancia delle Nazioni Unite non è stata ancora riparata da quella falla per cui un piatto pesa più dell’altro. Per esempio, Abu Mazen non è mai stato richiamato alla responsabilità dopo aver incitato alla violenza la popolazione palestinese, o dopo aver onorato i cosiddetti martiri (jihadisti) o per continuare a finanziare i terroristi che sono rinchiusi nelle carceri israeliane.

Coltello attentato sinagoga

Come d’altra parte uccidere una bambina di due mesi con la macchina non è considerato sproporzionato, come non lo è accoltellare adolescenti per strada o uccidere con pistole e mannaie i fedeli che pregano in una sinagoga.

Tutto a posto, tutto proporzionato a ciò che – secondo l’ONU – merita la popolazione israeliana per il semplice fatto di esistere.

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