L’ONU condanna ancora Israele grazie anche all’astensione dell’Italia

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Emanuel Segre Amar
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Israele, Medio Oriente, pregiudizio antisraeliano

L’ONU condanna ancora Israele grazie anche all’astensione dell’Italia

ONU vs Israele. La storia si ripete. Nel mese di Ottobre 2016 l’allora primo ministro Renzi giudicò “incomprensibile e sbagliato” il voto di astensione dell’Italia che, al Consiglio esecutivo dell’Unesco, aveva negato il rapporto millenario degli ebrei con Gerusalemme sostituendo ad esso un legame immaginario con l’Islam che avrebbe dovuto risalire alla notte dei tempi, come tutto ciò che riguarda la fede musulmana, considerata dai suoi fedeli primigenia e dunque antecedente ad ogni altra religione.

Si era trattato, nel caso dell’Italia, di una semplice, ma di per sé grave, astensione, e tuttavia questa non poteva essere accettata da nessuna persona in buona fede; la Comunità Ebraica italiana non mancò di far sentire il proprio disappunto che colpì nel segno facilitato dal contemporaneo passaggio di Renzi alla Knesset.

Ne è passato del tempo da allora, e sono anche cambiati due volte il Premier e il Ministro degli Esteri, ma non si può certamente dire che molto sia cambiato nelle tante votazioni che si sono susseguite al Palazzo di vetro e negli Enti ad esso collegati; l’Italia non ha mai avuto il coraggio di dichiarare forte e chiaro quanto poteva cozzare coi desideri delle satrapie del petrolio e della “Palestina” (anche se poi alcuni di questi satrapi sentono la necessità di essere più vicini al “nemico” Israele, che non possono nemmeno riconoscere ufficialmente, di quanto non siano i nostri politici che pur rappresentano una nazione “amica” di Israele).

Avremmo potuto sperare che il nuovo governo cambiasse rotta? Certamente sì, se solo si pensa alle tante dichiarazioni del vice premier Salvini molto più esplicitamente amichevoli nei confronti di Israele di quelle di tanti politici della precedente maggioranza, anche se, magari, di fede ebraica. In realtà Salvini non è né il Primo ministro, né il Ministro degli Esteri, e tuttavia il recentemente eletto Ministro competente, Moavero, è stato indicato proprio dalla Lega, e quindi dovrebbe tenere ben presenti le ripetute dichiarazioni del Segretario del suo partito.

Purtroppo, alla prima occasione, l’Italia del primo ministro Conte è ricaduta nello stesso errore di quando comandava Renzi: dopo tre ore di discussione Israele è stata censurata per i suoi “attacchi” contro la popolazione di Gaza da 120 nazioni, con altre 45 che si sono astenute, mentre solo 6 si sono unite a Israele e agli USA di Trump e di Nikki Haley nel difendere quella verità che, basta avere il coraggio di guardare ciò che mostrano perfino i terroristi di Hamas, sta sotto gli occhi di tutti.

Ringraziare Australia, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Isole Solomon e Togo per il loro coraggio è semplicemente doveroso, ma che dire di tutti gli altri 165 stati? Possiamo fare una grande differenza tra l’Italia, la Germania, l’Austria (sì, anche lei, nonostante le recenti gesta del suo neoeletto primo ministro che per primo ha rotto un tabù andando questa settimana al Kotel), l’Inghilterra e l’Olanda che si sono astenuti, e Francia, Belgio, Grecia, Irlanda, Spagna, Svezia, Portogallo, Lussemburgo ecc. che hanno votato contro il diritto di Israele di difendere i propri cittadini?

Questa settimana il Movimento 5 stelle ha inserito alcuni suoi iscritti in posizioni di rilievo, subito sotto il Ministro leghista degli Esteri, ma la loro posizione personale è purtroppo ben chiara; Manlio Di Stefano ed Emanuela Del Re non hanno mai mostrato né competenza nelle questioni del M.O., né sentimenti di amicizia verso Israele, e in questo sono bene allineati con le posizioni da sempre espresse da Grillo.

Ma riuscirà Salvini a far sentire la sua voce anche in una questione che, a differenza di quella degli immigrati, non gli procurerà voti? Altrimenti non ci resta che sperare che Trump riesca a far sentire la sua autorevolezza ad un Conte, già invitato alla Casa Bianca, anche su un tema che interessa a noi, amici di Israele, che siamo una minoranza nel Bel Paese.

In conclusione, non ci resta che sperare proprio in Salvini e in Trump con buona pace di tanti.

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