ONG legata a Hamas entra a far parte delle Nazioni Unite

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Mario Del MonteEditor
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Le Nazioni Unite hanno approvato la richiesta di adesione ufficiale della ONG Palestinian Return Center respingendo le accuse di Israele che la vedevano collegata con Hamas e dedita a promuovere il terrorismo internazionale. L’organizzazione con sede a Londra sostiene che la sua attività si limita al monitorare “situazioni relative alla diaspora palestinese e al diritto di queste persone di tornare nella loro terra”.

Israele aveva provato a bloccare la richiesta presentando una risoluzione condivisa con Stati Uniti, Australia e Canada all’Economic and Social Council delle Nazioni Unite ma l’organo composto da cinquantaquattro Stati l’ha respinta con sedici voti contrari, diciotto astenuti e tredici a favore di Israele. Secondo il vice ambasciatore israeliano all’ONU David Roet “il Palestinian Return Center non è ciò che dice di essere. Si tratta di una parte essenziale del network europeo di Hamas.” Alcune agenzie di Intelligence credono che il gruppo faccia reclutamento per l’organizzazione terroristica che governa Gaza e che, dopo un periodo di radicalizzazione, inciti i suoi affiliati a imbracciare le armi per combattere Israele.

Anche Michele Sisson, vice ambasciatore per gli Stati Uniti all’ONU, ha espresso preoccupazione per l’accettazione del Palestinian Return Center. In particolare per gli americani sono poco chiare la provenienza dei fondi che finanziano l’organizzazione e le attività svolte negli ultimi anni.

L’ONG pro-Israele UN Watch ha scoperto che poco prima del voto il Palestinian Return Center ha cancellato dal proprio account Twitter alcuni tweet antisemiti e inneggianti al terrorismo.

Con questo voto a favore il Palestinian Return Center ottiene lo status di membro consultivo. In questo modo i suoi dirigenti avranno accesso a tutte le strutture ONU nel mondo e potranno partecipare a vari eventi e dibattiti. Nonostante Israele si trovi spesso in disaccordo con le ONG che operano a Gaza, in generale a queste viene permesso di rimanere e svolgere le loro attività. Non è così per il Palestinian Return Center che è stato messo al bando nel 2010 per i suoi collegamenti con alti dirigenti di Hamas. Accuse che trovano conferma nel report di Febbraio del quotidiano britannico Telegraph che ha scoperto che l’organizzazione ospita regolarmente importanti figure di Hamas, tra cui il leader Ismail Haniyeh, nelle sue annuali conferenze.

La decisione dell’ONU è l’ennesima dimostrazione della confusione in cui versa la comunità internazionale: Hamas è considerata un’organizzazione terroristica sia dagli Stati Uniti che dall’Unione Europea e non è accettabile che gruppi ad essa collegati siano accettati come attori “normali” sulla scena internazionale.

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