Nuove pesanti accuse per Assad, ancora armi chimiche utilizzate in Siria

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

Nuove pesanti accuse per Assad, ancora armi chimiche utilizzate in Siria

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Gli Stati Uniti sono pronti a presentare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una risoluzione per condannare l’uso da parte del regime siriano di armi chimiche. La misura opererebbe sotto l’egida del Capitolo 7 del testo fondativo delle Nazioni Unite che prevede sia sanzioni economiche che la possibilità di intervento militare.

La risoluzione che verrà presentata ai quindici Stati membri condanna qualsiasi uso di agenti chimici e tossici come il cloro, una delle armi in dotazione all’esercito del Presidente siriano Assad, ed arriva dopo la presentazione da parte del OPCW, un’agenzia internazionale con sede in Olanda che si occupa di monitorare l’utilizzo di armi chimiche da parte degli eserciti, di un report condotto tra Aprile e Agosto in cui si afferma “con un alto livello di confidenza” che il gas cloro è stato usato in almeno tre villaggi siriani lo scorso anno.

Sebbene il report non fornisca indicazioni precise su chi debba assumersi la responsabilità degli attacchi con il gas, vengono citati trentadue testimoni oculari che raccontano di aver visto e sentito chiaramente degli elicotteri pochi secondi prima, mezzi che solo l’esercito di Assad ha a disposizione. Il regime e i ribelli si stanno accusando reciprocamente da almeno quattro anni, ovvero dall’inizio della guerra civile in Siria. La questione delle armi chimiche sembrava però risolta quando nell’Agosto 2013 era stato segnalato un attacco con il gas Sarin pochi km fuori da Damasco che aveva portato il Presidente Assad a rinunciare al suo arsenale chimico. Sembra però che le forniture di gas cloro non siano state dichiarate e quindi non inserite nel programma di smantellamento delle Nazioni Unite. Secondo altre fonti il governo siriano sarebbe riuscito a tenerle giustificandole con l’uso commerciale e domestico.

La risoluzione degli Stati Uniti chiede esplicitamente che i responsabili paghino le conseguenze dell’attacco. Non è chiaro quale posizione assumerà la Russia, finora migliore alleato del regime di Assad in seno al Consiglio di Sicurezza, rispetto ad un testo così duro che minaccia serie misure punitive. Anche se la risoluzione venisse approvata c’è la probabilità che le azioni concrete vengano bloccate dal veto russo.

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