Netanyanu respinge i commenti razzisti di Donald Trump ma l’incontro si farà lo stesso

Il Premier israeliano prende le distanze ma non può pubblicamente negare la visita

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Mario Del MonteEditor
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Netanyanu respinge i commenti razzisti di Donald Trump ma l’incontro si farà lo stesso

Il Premier israeliano prende le distanze ma non può pubblicamente negare la visita

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donald trump

L’ufficio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diramato un comunicato in cui respinge le ultime affermazioni fatte dal candidato alle primarie del Partito Repubblicano statunitense Donald Trump riguardanti la possibilità di vietare l’ingresso ai musulmani in America ma l’incontro previsto per la fine di Dicembre fra i due non verrà cancellato.

“Lo Stato d’Israele rispetta tutte le religioni e garantisce strettamente i diritti di tutti i suoi cittadini. Allo stesso tempo Israele è impegnato nella lotta contro il fondamentalismo islamico militante che colpisce musulmani, cristiani ed ebrei e minaccia il mondo intero” sono le parole con cui il Premier israeliano risponde alle affermazioni fatte da Donald Trump. Nel comunicato è specificato che l’incontro del 28 Dicembre era stato organizzato prima delle dichiarazioni del candidato repubblicano e che questo non significa sostenere la sua visione. Inoltre il Primo Ministro incontrerà tutti i candidati che hanno intenzione di visitare Israele o che richiederanno formalmente un colloquio.

Nel frattempo 37 membri del Parlamento israeliano hanno firmato una petizione per invitare Netanyahu a cancellare l’incontro. Prima firmataria della petizione è Michal Rozin del partito della sinistra radicale Meretz. La Rozin ha richiesto una pubblica condanna delle affermazioni razziste di Donald Trump così come hanno fatto numerosi leader di tutto il mondo. A firmare la petizione non sono stati solo parlamentari dell’opposizione ma anche alcuni esponenti di Kulanu e Shas, partiti che fanno parte della coalizione di governo. Netanyahu ha ammesso che la questione è molto complessa ma ha invitato tutte le parti a fare un passo indietro in attesa di nuovi sviluppi.

Molti commentatori politici israeliani sono intervenuti sulla vicenda sottolineando la necessità o meno di cancellare l’incontro. Da una parte Netanyahu ha la necessità di non interferire con la politica americana dopo il duro scontro nato con l’attuale amministrazione sull’accordo per il programma nucleare iraniano. Inoltre le visite già effettuate da candidati che non hanno nessuna speranza di vincere come Mike Huckabee e Scott Walker sembrano dimostrare che si tratti di una mera formalità e negare l’incontro a Trump significherebbe violare il protocollo. Netanyahu però con il suo comunicato ha dato la sensazione di volersi divincolare da una questione che non lo riguarda direttamente e che gli attirerebbe di sicuro i rimproveri di tutti quelli che si sono scagliati contro Trump, un folto gruppo che include la Casa Bianca, le organizzazioni ebraiche americane e vari parlamentari israeliani.

Netanyahu si è dimostrato molto cauto nel fare affermazioni sul mondo musulmano dopo le controverse frasi a ridosso delle elezioni di Marzo ed ha lavorato alacremente da quel momento per migliorare le sue relazioni con gli arabi-israeliani. Per questo nel Likud si teme che una semplice stretta di mano con Trump possa distruggere quanto di buono costruito finora. Resta comunque il fatto che cancellando l’incontro con Trump il Premier israeliano potrebbe essere accusato di scegliere quale candidato appoggiare nella campagna elettorale rovinando i rapporti con gli altri politici americani. Inoltre, dopo 8 anni di burrascosi rapporti con l’amministrazione Obama, Netanyahu non può inimicarsi un potenziale vincitore causando con un anno di anticipo una nuova crisi diplomatica.

Con le sue affermazioni Trump ha fatto infuriare buona parte del mondo civilizzato, è possibile che Netanyahu riconsideri l’idea di incontrarlo ma a buona ragione se dovrà farlo aspetterà che passi qualche giorno e tutta l’attenzione mediatica sul candidato repubblicano. D’altronde se dovesse spuntare una questione urgente all’ultimo momento, e di questi tempi non è una possibilità così remota, il meeting potrebbe anche saltare come successe nel 2012 con Barack Obama.

Aggiornamento ore 13.30: Donald Trump ha annunciato attraverso il suo account Twitter di aver rimandato il viaggio in Israele e l’incontro con Netanyahu

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