Netanyahu: ” E’ il momento di rendere pubblici i nostri rapporti con gli Stati arabi”

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

Netanyahu: ” E’ il momento di rendere pubblici i nostri rapporti con gli Stati arabi”

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Netanyahu confpres

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Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo alla Conferenza dei Presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche statunitensi, ha affermato che è arrivato il momento di rendere pubblici i rapporti fra lo Stato Ebraico e alcuni paesi arabi che fino ad ora sono stati tenuti segreti.

Secondo Netanyahu tutti gli Stati arabi moderati vedono ora in Israele un alleato e non un nemico come una decina di anni fa. I motivi di questo radicale cambio di rotta sono da far risalire all’avvento dello Stato Islamico di Siria e Iraq e alla politica estera aggressiva dell’Iran.

“I più importanti Stati musulmani stanno cambiando il loro punto di vista su Israele, non ci vedono più come nemici ma piuttosto come alleati nella lotta contro l’Islam militante. Tutto ciò ha permesso di forgiare nuovi legami, alcuni in maniera discreta, altri invece più diretti. Penso sia arrivato il momento di un cambiamento, possiamo aspettarcelo presto e dovremmo richiederlo.”

Netanyahu, che ha parlato davanti a più di 100 esponenti leader di 53 organizzazioni, non ha voluto approfondire ulteriormente la questione. Successivamente ha lodato il pubblico per le recenti iniziative in Turchia ed Egitto.

C’è stato tempo anche per una breve discussione geopolitica: il Primo Ministro israeliano ha identificato due trend internazionali in rotta di collisione. Il primo è quello rappresentante un’ostilità nei confronti di Israele nei forum internazionali come le Nazioni Unite e la Corte Penale Internazionale, una vera e propria ossessione come l’ha definita Netanyahu. Ossessione che ha portato a decisioni ingiuste come quella dell’etichettatura decisa dall’Unione Europea. “Spero che un giorno riusciremo ad essere giudicati almeno secondo un doppio standard. Perché ad oggi soffriamo un vero e proprio triplo standard: uno per le dittature, uno per le democrazie e uno per la democrazia israeliana” ha evidenziato Netanyahu.

L’altro trend invece è rappresentato dall’avvicinamento di Israele a paesi come la Cina, l’India, la Russia e il Giappone a causa della loro crescente preoccupazione per la minaccia posta dall’estremismo islamico. Israele infatti ha acquisito nel tempo una notevole esperienza ed ha adeguato la sua tecnologia per combattere il terrore. Ma non è tutto: la cyber security, la gestione delle risorse idriche, la desalinizzazione e la biotecnologia in campo agricolo sono tutti campi in cui questi paesi sono fortemente interessati e il Primo Ministro è convinto che “la cooperazione servirà a far cambiare la loro politica alle Nazioni Unite”.

Le frasi di Netanyahu riguardanti i rapporti con i paesi arabi arrivano poco dopo quelle del Ministro della Difesa Ya’alon che ha confermato l’esistenza di canali segreti ma ammesso che la situazione politica non permette incontri e strette di mano in pubblico. Domenica però alla conferenza di Monaco Ya’alon e il Principe saudita Turki bin Faisal al-Saud si sono salutati calorosamente davanti ai giornalisti presenti. Non si tratta di una novità: il Principe saudita non è la prima volta che incontra apertamente rappresentanti dello Stato Ebraico. Ya’alon ha candidamente dichiarato che per ragioni di opportunità gli incontri avvengono solo a porte chiuse ma “i canali per parlare con i nostri vicini sunniti esistono e non sono limitati alla Giordania e all’Egitto. Parliamo di Stati del Golfo Persico e del Nord Africa che considerano l’Iran un pericolo e che sono frustrati dalla mancanza di supporto dell’Occidente”.

Ya'alon stringe la mano al principe saudita Turki bin Faisal al-Saud alla Conferenza di Monaco

Ya’alon stringe la mano al principe saudita Turki bin Faisal al-Saud alla Conferenza di Monaco

Dall’altra parte i rappresentanti degli Stati arabi sunniti ripetono come un mantra che la normalizzazione dei rapporti con Israele avverrà quando sarà trovata una soluzione giusta per la causa palestinese. Una soluzione che può avvicinarsi proprio grazie all’apertura di questi canali segreti, una convinzione espressa esplicitamente da Netanyahu durante la Conferenza di Domenica: ” l’incoraggiamento dei paesi arabi a una posizione più realistica da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese può contribuire a stabilizzare la situazione e ad avanzare verso un futuro migliore”.

Infine Netanyahu ha ricordato l’importanza del legame fra Israele e Stati Uniti, ad oggi ancora il migliore amico dello Stato Ebraico. Nei prossimi giorni verrà firmato un Memorandum d’Intesa sugli aiuti per la sicurezza e il Vice Presidente americano Biden verrà in Israele in visita ufficiale. Il Primo Ministro ha concluso il suo discorso affermando che “il popolo americano sa bene che nel turbolento Medio Oriente non ha amici migliori di Israele ed il sentimento è reciproco”.

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